Osservatorio Lupi del WWF: un’esperienza esemplare di Citizen Science

Il 20 e 21 giugno, l’area parmense di Fidenza ha fatto da cornice al Workshop Nazionale degli Osservatori Lupi WWF.

Un importante appuntamento che ha richiamato volontari provenienti da numerose regioni italiane, tra cui Emilia-Romagna, Veneto, Marche, Toscana, Lazio e Liguria, sotto la guida di Marco Antonelli, Responsabile grandi carnivori del WWF Italia, Joelle Montesano e Lucia Orecchini consulenti della Direzione Conservazione.

Un mosaico di realtà territoriali molto diverse tra loro, ma accomunate dall’obiettivo di confrontarsi, condividere le rispettive esperienze sul campo, analizzare i metodi di monitoraggio e uniformare gli strumenti di lavoro per conoscere sempre meglio il lupo, specie simbolo della lotta per la conservazione della natura in Italia.

La scelta della location non è stata casuale: proprio a Fidenza, quasi dieci anni fa, è nato dalla dedizione e determinazione di Paolo Mainardi, storico attivista del WWF, il primo Osservatorio Lupi. Da semplice gruppo spontaneo di volontari appassionati di fototrappolaggio si è nel tempo trasformato in un progetto nazionale, con metodi e risultati di alto valore scientifico e conservazionistico.

Gli Osservatori sono un caso esemplare di Citizen Science

Semplici cittadini, opportunamente coordinati e formati, raccolgono informazioni sul territorio che mettono a disposizione per contribuire alla conoscenza e alla tutela degli ecosistemi.

Ad esempio, il solo gruppo di Fidenza possiede un database di oltre 35 mila riprese video. Un catalogo sistematizzato per ricavarne dati su vita e comportamenti dei branchi monitorati.

Un prezioso patrimonio di conoscenza condiviso secondo rigorosi protocolli con il Wolf Apennine Center. Il centro è di riferimento per la gestione del lupo su scala interregionale creato in seno al Parco Nazionale dell’appennino Tosco Emiliano.

La nuova frontiera, esplorata negli ultimi mesi, è la bioacustica. Una tecnologia di recente diffusione dalle grandi potenzialità, che sta aprendo le porte a una collaborazione – per il momento informale – con i ricercatori del Parco di Yellowstone.

Costruire relazioni per il bene comune

Al di là dei pur fondamentali aspetti tecnici e metodologici legati allo studio delle popolazioni di lupo, il workshop aveva come obiettivo la creazione di una rete solida di relazioni. 

L’auspicio degli organizzatori è che queste due intense giornate abbiano contribuito a cementare relazioni, collaborazioni e amicizie destinate a durare e a svilupparsi in futuro.

In un contesto in cui il dibattito sui grandi carnivori è troppo spesso esasperato da toni violenti, fake news e strumentalizzazioni politiche, la comunità degli Osservatori Lupi ha risposto con la forza dei fatti e della conoscenza scientifica.

Si tratta di appassionati che scelgono di dedicare le proprie energie alla conoscenza e tutela della biodiversità. Operano in silenzio, unendo l’attività di monitoraggio sul campo a un instancabile impegno di divulgazione e sensibilizzazione.

Una Comunità determinata a seguire la strada tracciata da Fulco Pratesi: conoscere, amare, proteggere.