Quando si parla di cambiamento climatico, i dati scientifici hanno bisogno di essere tradotti in storie concrete, vicine alle persone e ai territori, per diventare comprensibili e condivisi.
È da questa esigenza che nasce il progetto Scrivo da un Paese che non esiste realizzato da Anso (Associazione Nazionale Stampa Online), finanziato da Google News Initiative e vincitore del Premio AICA 2025 nella categoria Comunicare i Cambiamenti Climatici.
Un percorso di formazione e inchieste giornalistiche che ha coinvolto testate locali di tutta Italia per trasformare numeri e analisi in racconti capaci di restituire la complessità della crisi climatica senza perdere rigore. Un lavoro che mostra come il giornalismo ambientale possa unire informazione, sensibilizzazione e responsabilità narrativa.
Nel corso dell’intervista a Giacomo Di Girolamo, vice presidente di ANSO e responsabile del progetto, emerge con chiarezza come tradurre dati scientifici complessi in un linguaggio comprensibile non significhi operare di semplificazione, ma costruire un racconto affidabile nei contenuti e allo stesso tempo vicino alla vita delle persone.
In che modo il progetto bilancia la presentazione di dati da attenzionare con la promozione di soluzioni concrete e anche speranza?
Questo passaggio, spiega Di Girolamo, è stato possibile grazie alla collaborazione con un gruppo di studiosi ed esperti di dati, che ha supportato la redazione nella lettura e nell’uso delle informazioni relative, in particolare, al consumo di suolo e al consumo di acqua in Italia.
Uno degli aspetti più importanti del progetto è stato il doppio lavoro svolto da ANSO. Da un lato la formazione dei giornalisti sull’utilizzo corretto dei dati, dall’altro la trasformazione di quei dati in storie giornalistiche capaci di arrivare al pubblico.
L’idea di fondo è che la narrazione resti il veicolo più efficace per comunicare temi complessi, soprattutto quando si parla di cambiamento climatico. Ogni testata o giornalista coinvolto ha costruito una storia a partire da una prospettiva locale, utilizzando i dati come base di supporto per rafforzare il racconto.
L’Italia presenta situazioni climatiche molto diverse in base alle regioni. Quanto è importante la geolocalizzazione nella comunicazione ambientale per far sentire il pubblico coinvolto personalmente nel racconto?
Il cambiamento climatico, infatti, viene percepito più facilmente dalle persone quando mostra i suoi effetti nei territori in cui queste vivono. Di Girolamo richiama il tema dell’ingiustizia climatica: a pagare le conseguenze della crisi sono spesso le popolazioni che meno contribuiscono a causarla. Per questo è essenziale rendere visibili gli impatti locali, così da rendere un problema, percepito come lontano, in una questione concreta e vicina alla vita quotidiana.
Il progetto di ANSO è stato costruito proprio su questa logica. 14 inchieste diverse, provenienti da territori differenti, hanno composto un mosaico di storie che raccontano il cambiamento del Paese. Tra gli esempi citati emergono casi che mostrano come il clima stia modificando paesaggi, attività economiche e tradizioni locali.
La forza del progetto si manifesta quando una grande storia collettiva nasce dall’unione di molte piccole storie locali.
Il progetto non ha avuto solo una funzione di produzione giornalistica, ma ha rappresentato anche un momento di crescita per le redazioni coinvolte, che appartengono a un’associazione composta da testate molto diverse tra loro: giornali locali, siti verticali specializzati e micro realtà editoriali.
Questo ha permesso di diffondere una maggiore sensibilità sul tema del clima anche tra realtà che inizialmente tendevano ad associare il cambiamento climatico a questioni più generiche, come il decoro urbano o l’abbandono dei rifiuti.
Scrivo da un paese che non esiste è stato importante perché ha mostrato il cambiamento climatico come una realtà concreta che sta già modificando territori, paesaggi e tradizioni.
Sul futuro del progetto, Di Girolamo si dice favorevole a un possibile proseguimento, pur riconoscendo che la continuità dipenderà dalle risorse disponibili e dall’impegno richiesto. Sottolinea infatti che l’iniziativa non si limita a finanziare inchieste, ma include anche formazione e accompagnamento editoriale, elementi che richiedono tempo e organizzazione. Nonostante ciò, l’idea di avviare un secondo ciclo di storie potrebbe essere utile, a valle di un ricco bagaglio ancora da raccontare
La forza di Scrivo da un Paese che non esiste sta nel legare la dimensione locale a quella nazionale, mostrando come il giornalismo ambientale possa diventare uno strumento efficace per informare, sensibilizzare e costruire consapevolezza collettiva.