Gli italiani scelgono l’eolico per contrastare le crisi internazionali

Grande successo del convegno nazionale organizzato dall’ANEV a Roma, presso l’Auditorium GSE, in occasione della Giornata Mondiale del Vento 2026.

L’occasione ha offerto uno spaccato innovativo sul sentiment dei cittadini e ha confermato la centralità dell’energia eolica nel percorso italiano verso la transizione ecologica e la decarbonizzazione.

L’iniziativa, patrocinata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha riunito istituzioni, operatori e stakeholder per affrontare il delicato equilibrio tra lo sviluppo degli impianti e la tutela paesaggistica e culturale del Paese. 

Il dato più dirompente emerso dai lavori non riguarda però solo le necessarie semplificazioni burocratiche o la pianificazione delle aree idonee, ma lo stretto legame che l’opinione pubblica traccia oggi tra la transizione verde e lo scenario geopolitico internazionale.

I dati dell’indagine demoscopica commissionata dall’ANEV a Noto Sondaggi testimoniano una vera e propria rivoluzione culturale.

Gli italiani non percepiscono più le fonti rinnovabili come una mera istanza ecologista, bensì come un punto fondamentale della sicurezza economica, dell’indipendenza nazionale in un’epoca di fortissime tensioni globali.

Come evidenziato dal direttore Antonio Noto, oltre otto cittadini su dieci temono gli impatti di una nuova crisi energetica e avvertono i contraccolpi dell’instabilità geopolitica mondiale nella propria quotidianità, individuando nell’eolico e nelle altre fonti pulite la risposta strutturale per sottrarre il Paese al ricatto delle dipendenze dall’estero e mitigare i costi delle bollette.

In questo contesto di accresciuta consapevolezza sociale, in cui due terzi degli intervistati lamentano che l’Italia non stia facendo ancora abbastanza sul fronte dell’autonomia strategica, si inserisce anche la visione istituzionale espressa dal Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin.

Attraverso un videomessaggio, il Ministro ha ribadito il valore determinante dell’eolico per il rafforzamento del sistema energetico italiano, confermando l’impegno del Governo nel delineare un quadro normativo chiaro e uniforme per favorire gli investimenti.

Il quadro attuale d’altronde, tra le recenti spinte europee del Piano RepowerEU e l’approvazione del decreto FER X da parte della Commissione Europea, impone di traguardare gli obiettivi del 2030 non più come scadenze burocratiche ma come imperativi di sicurezza nazionale.

In un Mediterraneo che ridefinisce costantemente i propri corridoi commerciali e geostrategici, la frammentazione delle catene di approvvigionamento dei combustibili fossili rende la produzione autoctona di energia da vento e sole l’unica vera barriera contro l’inflazione energetica e la vulnerabilità diplomatica. 

La spinta che arriva dal basso, guidata dal desiderio dei cittadini di una maggiore sicurezza in un mondo instabile, unita alla necessità di una governance condivisa che superi le lungaggini autorizzative dei territori, traccia così la vera strada per la decarbonizzazione.

Un percorso in cui l’energia rinnovabile diventa la chiave di volta non solo per la salvaguardia dell’ambiente, ma per la stabilità, lo sviluppo industriale e la resilienza geopolitica dell’intero sistema Paese.