Sabato 30 maggio, la Sacra di San Michele ha ospitato Allontanarsi dalla linea gialla, l’emblematico appuntamento annuale dedicato alla formazione e alla riflessione ambientale.
Il convegno per questa edizione è ruotato attorno a un tema molto sentito: quello del rapporto tra i giovani e la crisi climatica.
Di fronte a un futuro minacciato dai cambiamenti climatici e dalle scelte insostenibili delle generazioni passate, i giovani di oggi affrontano grandi incertezze. Metaforicamente, la linea gialla delle stazioni simboleggia il confine tra i loro sogni e i timori per il futuro.
Eppure, tra fragilità e speranze, possiedono la forza e la determinazione necessarie per invertire la rotta e guidare la società verso la sostenibilità.
Da anni questo convegno è un punto di riferimento culturale per insegnanti, studenti, associazioni e amministratori locali. Quest’anno, relatori e relatrici di altissimo livello hanno unito le proprie forze per analizzare la crisi climatica. Esperti ed esperte in scienza del clima, medicina, comunicazione e filosofia si sono confrontati sugli aspetti culturali del problema, concentrandosi soprattutto su come le nuove generazioni percepiscono questa emergenza.
Un’occasione di riflessione che lo scrittore Roberto Mantovani, in qualità di moderatore, ha introdotto richiamando l'attenzione del pubblico sulle distorsioni della comunicazione, il negazionismo a tutti i costi, l'assuefazione al problema ambientale.
L’evento è stato aperto dalla vicepreside del Liceo Pascal di Giaveno Paola Scavino e dai saluti di Jacopo Suppo, vicesindaco della Città metropolitana di Torino.
Nel suo intervento introduttivo, Suppo ha richiamato l’attenzione sulla gravità della crisi climatica, evidenziando come gli effetti del surriscaldamento globale siano ormai evidenti e misurabili.
È stato inoltre sottolineato il ruolo delle nuove generazioni, riconosciute come un potente fattore di speranza e cambiamento per il futuro. I giovani dimostrano infatti una sensibilità spiccata verso le questioni ambientali. Soprattutto, hanno la capacità di mettere in discussione i modelli di sviluppo che oggi non sono più sostenibili.
Il geologo Gianni Boschis, dottore di ricerca sui cambiamenti climatici, ha poi inquadrato l’emergenza in corso. Per farlo, ha utilizzato i dati derivanti dal monitoraggio del clima e dei ghiacciai alpini e polari.
Si tratta di evidenze chiare, che dimostrano come il consenso scientifico sulle cause antropiche del surriscaldamento globale sfiori ormai il 100%. Questo dato emerge dagli studi prodotti dalle più autorevoli fonti di ricerca mondiali e nazionali, tra cui IPCC, NOAA, Copernicus e CNR.
Nel successivo intervento, la giornalista e filosofa Eloisa Giannese ha analizzato come i media trattano oggi il cambiamento climatico, evidenziando i meccanismi psicologici e i bias cognitivi che frenano l’azione collettiva nonostante la crescente consapevolezza.
Il laboratorio di giornalismo Valli Olimpiche slow tourism svolto con gli studenti dell'ITC Galilei di Avigliana, è un esempio di come una comunicazione orientata in chiave pedagogica possa trasformare l'ecoansia e il rischio di eco-paralisi in una spinta all'azione.
Sono stati infine presentati al pubblico due progetti.
Ghiaccio fragile – i cambiamenti climatici e la montagna, è stato illustrato dalla professoressa Marianna Daniele. La geografa, insieme al professor Boschis, è l’animatrice dell’omonima Summer School dedicata alla formazione sulla crisi climatica per docenti, studenti universitari e guide. Quest’anno il corso si terrà dal 20 al 26 luglio tra il Gran Paradiso e il Monte Bianco.
Valli Olimpiche slow tourism, progetto FSL (Formazione Scuola Lavoro) del Galilei, presentato dalla professoressa Dafne Dagna della scuola di Avigliana e dagli studenti. I ragazzi sono stati premiati per il loro lavoro sul turismo a passo lento, pensato come alternativa sostenibile a quello di massa nelle vallate di Torino 2006.

Il pomeriggio ha visto protagonisti la scrittrice e dottoressa forestale Cristina Converso e il professor Boschis, che hanno guidato i numerosi partecipanti in una visita naturalistica e geologica della Sacra di San Michele. Attraverso il loro racconto, il pubblico ha potuto scoprire l’abbazia sotto una luce inedita.
Una giornata capace di intrecciare scienza, cultura ed educazione, offrendo ai presenti gli strumenti per comprendere la crisi climatica. Un’importante occasione di riflessione sul ruolo di cittadini ed educatori.
L'evento si è svolto grazie all'ospitalità della Sacra di San Michele, con il patrocinio della Città Metropolitana di Torino, la collaborazione del Liceo Pascal di Giaveno (al quale va il riconoscimento dell'aggiornamento professionale degli insegnanti) e di IREN, importante presenza, in valle, nel campo delle energie rinnovabili e partner del progetto “Ghiaccio fragile”.