Il settore edilizio è responsabile di circa il 40% dei consumi energetici globali e del 36–39% delle emissioni totali di CO₂. Eppure esiste già, prodotto su scala industriale in Italia, un materiale da costruzione che non si limita a ridurre le emissioni: le inverte.
Si chiama Biomattone®, è fatto di canapa, calce e probiotici, ed è il cuore del progetto Tecnocanapa by Senini, azienda bresciana con oltre sessant’anni di storia.
In occasione della Giornata Mondiale della Terra incontriamo il proprietario Massimo Senini.
L'azienda nasce nel 1960 a Novagli di Montichiari, in provincia di Brescia, come produttrice di blocchi in cemento, i classici prismi. Dal 2015 prende il via la produzione del Biomattone® oggi esportato anche in Giappone, Australia, Stati Uniti, Svezia e Regno Unito.
Massimo, per un pubblico che non conosce le differenze tra un mattone normale e il vostro Biomattone®: quali sono i benefici e le differenze sostanziali?
I benefici del nostro prodotto ruotano attorno a un concetto centrale: il comfort abitativo. Perché oltre a isolare dal caldo e dal freddo, traspira ma assorbe anche l’umidità che c’è nell’aria, mantenendo un clima perfetto per l’uomo.
Questo nel tempo porta a un miglioramento della qualità della vita e della salute dell’essere umano. Abbiamo anche una prova storica: sono state scoperte, e sono oggi patrimonio UNESCO, le grotte a Ellora, in India, costruite nel 600 d.C., dove già utilizzavano canapa e calce per proteggersi dall’umidità e dal freddo. Sono ancora lì. Un materiale collaudato da millenni. Incredibile.
I risultati si misurano anche nella fedeltà dei clienti: di oltre 1.000 edifici realizzati, nessun reclamo, e un passaparola che è diventato il motore commerciale dell’azienda.
In Italia com’è la situazione? C’è sensibilità verso questi materiali?
Rispetto al 2015 oggi c’è una consapevolezza crescente: le persone conoscono la canapa. Esiste l’archetipo del classico cliente privato, che viene da noi, mette la mano sul blocco e subito dice: “Voglio quello lì.”
La determinazione in questa scelta nasce dall’esperienza di chi ha fatto il cappotto con i sistemi derivanti dal petrolio, EPS, polistirolo, Fiberit, che isolano dal caldo o dal freddo, ma non traspirano e quindi creano delle muffe all’interno della casa. Inoltre questi materiali, quando vengono prodotti, emettono CO₂ in atmosfera perché vengono cotti a 1.200–1.400 gradi.
Noi invece lavoriamo tutto a freddo: acqua, una reazione chimica naturale della calce aerea, la canapa e dei probiotici che inseriamo. L’unica energia consumata è l’elettricità della macchina, ma deriva dai pannelli solari sui nostri capannoni.
La sostenibilità non è solo un’etichetta per Senini, ma un dato certificato e misurabile.
Più produciamo, più sottraiamo CO₂ dall’atmosfera, ed è qualcosa di davvero virtuoso.
Le aziende normalmente producono e immettono CO₂ in atmosfera. Invece la pianta di canapa, mentre cresce, assorbe quattro volte più CO₂ rispetto alle altre piante. Questa CO₂ sottratta diventa carbonio sequestrato all’interno del blocco.
L'abbiamo certificata: ogni metro cubo di mattone in canapa che esce dalla Senini ha sottratto 44 kg di CO₂ dall'atmosfera. Oggi possiamo dire che abbiamo già sottratto oltre duemila tonnellate di CO₂. E continuiamo: più produciamo, più vendiamo, più sottraiamo.

Ho visto che avete anche delle certificazioni importanti: ISO.
Sì, la nostra azienda ha tutte le certificazioni. Abbiamo la ISO 9001 per la qualità del prodotto, ma quella per me più importante è la ISO 14001, che è la certificazione ambientale che abbiamo ottenuto alla fine degli anni Novanta.
Oltre al Biomattone®, avete altri progetti in sviluppo?
Sì. C’è il progetto Noai, che è qualcosa di bellissimo. Siamo proprio all’inizio, perché abbiamo inventato questo biocomposito a base di terra cruda, ossidi minerali naturali, fibre di canapa, e anche qui c’è il biossido di titanio che, con la luce del sole, pulisce l’aria dalle sostanze inquinanti ed è antibatterico e antivirale. Il materiale è duro come una pietra, ma al tatto è caldo come il legno, ed è unico al mondo. Ed è ottenuto tutto a freddo, senza cottura.
Il prezzo del vostro Biomattone® non è poi così lontano dal prezzo medio di un mattone tradizionale. Quanto vale spendere per la salute e l’ambiente?
Rispetto a tre o quattro anni fa la situazione è cambiata profondamente: i cappotti in polistirolo hanno raddoppiato il costo con il Superbonus 110%. Prima dicevano: la casa in canapa è solo per chi può permettersela.
Ma attualmente ogni anno queste aziende devono pagare la quota di CO₂ che immettono in atmosfera, e quel costo lo trasferiscono sul prodotto. E in questi mesi ci sta venendo a favore anche l’aumento del prezzo del petrolio: tutte le aziende che producono con derivati del petrolio stanno già aumentando i prezzi. Noi siamo sempre sullo stesso prezzo. Ho sempre detto: chi sta con la natura vince.
Il 22 aprile si celebra la Terra. Ma forse il modo più concreto per onorarla non è solo una giornata di consapevolezza.
È possibile scegliere, mattone dopo mattone, di costruire case che restituiscono più di quanto tolgono all’atmosfera. Perché una casa che rispetta il pianeta è, prima di tutto, una casa che rispetta chi ci vive.