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Roberto Cavallo vicepresidente del Comitato Scientifico per il Piano Nazionale di Prevenzione dei Rifiuti

L’a.d. di ERICA nominato dal Ministro dell’Ambiente Galletti insieme ad Andrea Segrè per guidare il comitato di supervisione e indirizzo esecutivo

 di Giuseppe Totaro

Alba, 25 luglio 2014 – Un riconoscimento al grande lavoro svolto negli ultimi anni nel campo della sostenibilità ambientale e una scelta nel segno della competenza tecnica. Sono questi i principi che hanno ispirato la scelta del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Gian Luca Galletti, che oggi a Roma ha nominato Andrea Segrè e Roberto Cavallo rispettivamente Presidente e Vicepresidente del Comitato Scientifico per l’implementazione e lo sviluppo del Programma nazionale di Prevenzione dei Rifiuti.
Per Cavallo, amministratore delegato di ERICA, si tratta di un incarico di grande prestigio e responsabilità, che arriva dopo anni di impegno nel campo della sostenibilità ambientale e in particolare nella riduzione dei rifiuti. La cooperativa albese da lui fondata 18 anni fa è stata infatti tra le prime aziende in Italia ad occuparsi di riduzione dei rifiuti sia in termini di progettazione tecnica che di comunicazione. E non a caso è stata proprio ERICA a promuovere in Italia la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti fin dal 2009. Un impegno che continua con successo oggi visto che anche grazie al contributo di ERICA (partner tecnico del comitato organizzatore italiano) la Settimana ha stabilito il record di azioni approvate a livello europeo nelle ultime tre edizioni.  Oltre a linee guida, piani di attuazione per numerosi comuni e regioni d’Italia, Roberto Cavallo ha anche scritto numerosi articoli scientifici e saggi sulla riduzione: il suo “Meno Cento Chili – Ricette per la dieta della nostra pattumiera” edito nel 2011 è stato un caso editoriale a livello nazionale, con ben sette ristampe pubblicate da Edizioni Ambiente e un docu-film per la regia di Emanuele Caruso che ha visto la partecipazione del Premio Oscar Giuseppe Cederna.
Del nuovo Comitato scientifico, che rimarrà in carica per tre anni fino al 2017, faranno parte anche il Professor Mario Grosso (Politecnico di Milano), Valentina Cipriano (Federambiente) e Isarema Cioni (Regione Marche). Il Comitato si occuperà di supportare il Ministero nell’analisi e nello studio di soluzioni utili all’attuazione e l’implementazione del Programma Nazionale di Riduzione dei Rifiuti. Dovrà quindi proporre nuove misure di prevenzione nei settori di intervento, soprattutto alla luce di modifiche e aggiornamenti del programma stesso. Ogni anno il Comitato dovrà presentare una relazione sul proprio operato e, dato non trascurabile, presterà la propria opera a titolo gratuito.

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For Cyclist: nuove idee eco per il design della bicicletta

La bella stagione è da sempre il periodo dell’anno associato alla bicicletta: sia per spostarsi per lavoro, che per scoprire luoghi e paesaggi incontaminati durante le vacanze. Quest’anno c’è un motivo in più per amarla: il suo design! Si è infatti conclusa la prima edizione del concorso “For Cyclist”, contest di design dedicato agli amanti della bicicletta, con la proclamazione dei vincitori da parte della giuria, composta dal designer Marc Sadler, Cecilia Chiarantini – designer e docente dello IED di Firenze, l’architetto Laura Calligari di Arredativo.it, l’architetto Francesco Fanfani Rappresentante di Ciclica , Giovanni Morozzo della Rocca, rappresentante BFF Italia e i rappresentanti dei Consorzi del Riciclo.

Il progetto vincitore, tra gli oltre 60 giunti per la selezione, si chiama Pooly, perché chiamarlo “cestino”… …chiamiamolo pooly! del Gruppo DA_MA (Daniele Barbieri e Martina Cattini). Pooly è un contenitore da applicare alla bicicletta pratico e funzionale che interpreta a pieno lo spirito del concorso.
Al secondo posto si è classificato Leonardo di Diego Marinelli, un progetto che interpreta la bicicletta attraverso il riuso degli scarti della lavorazione in legno e una catena di bicicletta usata per creare un prodotto di design polifunzionale, da sottopentola ad alzatina per notebook. Al terzo posto ad ex-equo ci sono invece ben tre progetti: ARCh di Manuel Coletto e Giacomo D’Ugo, Piedistallo di Nicola Bonriposi, Calza Catene di Andrea Straniti. ARCh è un progetto legato a chi vive la bicicletta in città tutti i giorni, che funge sia da lampada a led sia da sistema per sostenere la bicicletta in ambito urbano. Piedistallo invece interpreta la bici come status symbol e si propone quindi come piedistallo per elevarla e celebrarla. Calza Catene è infine un altro progetto utile ai bikers addict, nato con l’obiettivo di risolvere il problema di rimettere a posto la catena della bicicletta, senza sporcarsi le mani. L’oggetto è pensato in plastica riciclata, in un unico blocco.

Il concorso ha messo in luce la capacità dei progettisti di accettare la sfida lanciata dal tema creando oggetti innovati originale e vari capaci di sfruttare l’ambia gamma di materiali provenienti di riciclo” afferma Leonardo Lenzi di Arredativo.it tra i promotori del concorso.

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Puliamo l’Oceano!

di Emanuele Biestro

Ogni volta che pensiamo ad un rifiuto abbandonato nell’ambiente o nel mare abbiamo pensato: chissà in quanto tempo si degraderà? La plastica mediamente impiega dai 100 ai 1000 anni, dipende dal suo spessore e dalla composizione. Nel frattempo però l’oggetto in plastica che fluttua tra le onde del mare inizia a sgretolarsi in piccoli pezzi, non più grandi di pochi centimetri quadrati o anche meno, che si disperdono in mare, vengono ingoiati dai pesci e rendono ancora più complicate le operazioni di recupero: come fare infatti a intercettare, oltre agli oggetti più grandi, queste minuscole particelle?
La soluzione è stata trovata da un giovane ragazzo olandese, Boyan Slat, che grazie al progetto The Ocean Clean Up è riuscito a dimostrare l’efficacia della sua idea, tanto semplice quanto geniale: per pulire il mare, usiamo le sue correnti!
Boyan ha infatti ideato un sistema di barriere fluttuanti ancorate al fondale marino che permette all’acqua di passare, mentre le piccole particelle di plastica vengono concentrate (fino all’80% del materiale presente) ai bordi delle barriere, facilitando il compito di raccolta. Vengono anche sfruttate le correnti che, con il loro moto circolare, trasportano vicino alle barriere acqua sempre nuova e che necessita di essere “pulita”: un’intuizione favolosa, anche perché non disturba o peggio ancora rischia di catturare i pesci e i mammiferi marini! E’ stato possibile dimostrare che la sua idea fosse giusta grazie al crowdfunding, che gli ha permesso di racimolare il necessario per studiare la fattibilità di questo progetto e consegnare all’uomo un’arma in più nella lotta all’inquinamento marino.

Se volete saperne di più, consultate il sito internet www.theoceancleanup.com, dove potete ancora dare il vostro contributo per la pulizia dell’oceano.

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