Alieni a caccia di rifiuti
di Marta Piovano
«Insaccali. Non fare il salame!» è la campagna comunicativa lanciata dal Comune di Novara. Obiettivo: sensibilizzare i cittadini a non abbandonare in giro nessun tipo di rifiuti, grandi o piccoli che siano. La creatività e l’ironia sono alla base dell’ iniziativa: lo stesso titolo dà del “salame” a chi non ripone i rifiuti dove dovrebbe.
Il 24 maggio è stata resa pubblica la campagna. Da quel giorno, Novara si è trovata tappezzata di manifesti che invitano i fumatori con fare ironico a gettare i propri mozziconi nei posacenere appositi dislocati nella città. Si tratta di torrette trasparenti che permetteranno così di vedere quanti mozziconi si accumulano anche in poco tempo. Gettare i propri mozziconi nelle torrette porta un ritorno per tutti: il quartiere che riuscirà a raggiungere le tacche di riempimento indicate, otterrà dei premi per abbellire le sue vie e le sue piazze. Il soggetto principale dei manifesti sono i volti dei cittadini novaresi, i quali sono stati invitati a partecipare ad un vero e proprio casting per essere fotografati con espressioni buffe che invitassero bonariamente a comportamenti virtuosi. Il casting fotografico è stato anche l’occasione per discutere sul tempo di degradazione dei rifiuti: quanto ci impiega un bicchiere di plastica per essere riassorbito dall’ambiente? E una bottiglia di vetro? E un fazzolettino di carta?
www.insaccali.comune.novara.it
Per combattere l’abbandono di bicchieri e bottiglie per le vie e le piazze, grave problema soprattutto nella stagione estiva, sono stati invece dislocati sei “cestini mostruosi”, con fattezze di alieni. Nella realizzazione di questi cestini sono stati coinvolti gli studenti del Liceo artistico di Novara che con la loro fantasia hanno ideato dei rivestimenti originali per coprire i cestini ordinari e quindi stimolare i giovani della movida notturna a utilizzarli. Ai cittadini è stata distribuita una mappa dell’invasione aliena, dove si racconta che dei mostri mangia rifiuti hanno invaso la città e sono pronti ad essere ricercati e fotografati.
L’abbandono dei rifiuti ingombranti e scomodi è il terzo problema che la campagna vuole combattere. Per le strade, in particolare nelle zone più nascoste, grandi X rosse sono state sistemate per indicare che le strade non devono diventare discariche abusive in cui lasciare i propri rifiuti.
La campagna si rivolge a tutti i cittadini, sulla pagina web si legge: « “Non fare il salame. Insaccali!” si rivolge a te, cittadino di Novara. Novara è una città di medie dimensioni che ha tutte le carte in regola per diventare un modello di città virtuosa. La campagna sul decoro urbano è un primo passo in questa direzione. Sappiamo che puoi aiutarci».
I dati sull’ambiente dell’Annuario Scienza e Società 2013
di Silvia Caprioglio
Qualità dell’aria, interesse per scienza e ambiente, dipendenza energetica, fonti rinnovabili, produzione e smaltimento dei rifiuti. Sono alcuni degli indicatori riportati dall’Annuario Scienza e Società 2013, giunto quest’anno alla nona edizione, curato dall’osservatorio di ricerca indipendente Observa Science in Society di Vicenza.
L’ente, che da anni porta avanti studi e riflessioni sui rapporti tra scienza e società, ha raccolto ed elaborato dati messi a disposizione da istituzioni nazionali ed europee. “L’ambizione è di contribuire a promuovere un dibattito aperto e informato tra ricercatori, cittadini e policy maker”, spiegano da Observa. “Come ogni anno – continuano dall’istituto di ricerca vicentino – l’Annuario mette a disposizione in forma dettagliata e accessibile una raccolta ragionata di dati provenienti dalle più accreditate fonti nazionali e internazionali”.
Dagli indicatori analizzati emerge la preoccupazione degli italiani per la qualità dell’aria: secondo il 91% è un problema da prendere seriamente in considerazione, ancor più se si pensa che la percentuale nel 2009 si attestava sull’83% e che nell’Europa a 27 è invece una preoccupazione per una porzione considerevolmente minore, il 68%. Il capoluogo di provincia con la qualità dell’aria peggiore è Torino (dato relativo al 2011), con ben 158 giornate in cui si è registrato uno sforamento dei limiti di Pm10. Più incoraggiante è invece il dato a livello nazionale sul fronte della produzione di gas serra pro capite: l’Italia è al 18º posto in Europa con 8,3 tonnellate per abitante, sotto la media europea delle 9,4 tonnellate.
Tra gli italiani l’interesse per le pubblicazioni a tematica ambientale evidenzia una crescita, a dispetto della crisi dell’editoria: i lettori di mensili di scienza e natura sono in aumento, National Geographic aveva 1 milione e 68 mila lettori nel 2010, che nel 2012 sono saliti a1 milione e 474 mila, Airone è passato da 761 mila lettori a 855 mila, Geo da 463 mila a 478. All’interesse green dei cittadini fanno però da contraltare indicatori non certamente incoraggianti. Se si considera ad esempio il tasso di dipendenza energetica, cioè il rapporto percentuale tra l’importazione netta e il consumo lordo di energia, l’Italia è al 24º posto su 27, con un rapporto tra importazione e consumo dell’83,8%, contro una media europea del 52,7% nel 2010. In quanto a energia rinnovabile, invece, la percentuale rispetto al consumo finale era in Europa del 12,5% nel 2010, con l’obiettivo per il 2020 del 20%, mentre in Italia nello stesso anno il valore era del 10,1%, con un obiettivo del 17% nel 2020.
Anche per quel che riguarda la produzione di rifiuti, infine, i risultati raggiunti dal nostro Paese lo collocano in una posizione arretrata, con dati negativi su tutti i fronti: in Italia nel 2010 sono stati prodotti 531 kg di rifiuti per abitante, 254 chili sono stati smaltiti in discarica, 76 inceneriti, 105 riciclati, mentre in Europa i chili totali prodotti sono stati 502 pro capite, quelli finiti in discarica 186, all’inceneritore 108 e i riciclati 121.
Quantobasta da Piombino a Livorno per il Festival dell’economia ecologica
di Denise De Franco
Pulite le potiche di sviluppo, avvolgetele con uno strato di innovazione e scottatele con un filo di illuminazione, un pizzico di ecologia e sfumate il tutto con della fiducia. Per contorno preparate un piano ripieno di idee nuove con pezzi di consapevolezza e rispetto per l’ambiente, condite il tutto con la bellezza, la meritocrazia e di speranza… quanto basta!
Questa potrebbe essere la ricetta di sintesi del QuantoBasta Festival che dal 30 maggio al 1° giugno ha “occupato” la città labronica. Tre giorni di incontri, convegni, approfondimenti, spettacoli, attività ludiche e quanto basta per ragionare sul tema del lavoro e delle politiche di sviluppo sostenibile.
Il Festival nasce nel 2010 a Piombino, luogo di forti contrasti ambientali presenti, quindi, il luogo ideale da cui partire per parlare di economia sostenibile. Quest’anno, purtroppo, l’Amministrazione comunale ha dovuto rinunciare ad ospitare il festival a causa delle difficoltà finanziarie, conseguenza della crisi economica attuale. Pertanto è stato deciso di spostare l’evento nella città di Livorno, perchè simile per realtà industriale, turistica e commerciale alla città di Piombino, garantendo così una continuità logica del festival. Questo però non ha lasciato del tutto a bocca asciutta Piombino, anzi, qui si è tenuta una sessione dedicata alla bellezza, perchè la convizione di tutti gli organizzatori, sostenitori e aderenti è che salvaguardare la bellezza di un territorio significa immaginare un altro futuro in cui anche il lavoro e la qualità della vita possono trovare un proprio reale valore.
L’effetto della crisi ha fatto si che la manifestazione fosse ridimensionata, infatti, non sono stati collocati (come per le precedenti edizioni) gli stands nell’area cittadina, concentrando il tutto presso il LEM (Livorno Euro Mediterraneo), però questo non ha inficiato sulla qualità del ricco programma.
Particolare interesse ha destato la lectio magistralis di Luciano Violante dal titolo “Dal vecchio conflitto tra capitalee lavoro al nuovo conflitto tra lavoro e rendite parassitarie”. Da sottolineare, inoltre, l’interessante incontro dal titolo “Parchi e aree protette in Toscana: tra tutele della biodiversità, identità enuovo modello di sviluppo”, durante il quale è stato discusso il futuro dei parchi quale veicolo di promozione del territorio. Questi enti stanno attraversando un momento di difficoltà dovuta alla mancanza di fondi, ma ci sono realtà, quali i Parchi della Val di Cornia ( rappresentati dal Presidente Luca Sbrilli), in cui qualcosa si muove nella direzione giusta. In particolare, il Presidente Sbrilli ha sottolineato che da qualche anno si sta attuando una politica di apertura, rivalutazione territoriale e di promozione turistica della Val di Cornia attraverso una politica di incentivi quali, ad esempio, la messa a disposizone di alcune terreni per coltivazioni sperimentali e la creazioni di nuove filiere produttive. Si lavora per la certificazione di qualità di prodotti del territorio dei parchi (come l’olio extravergine) in collaborazione con il Sant’Anna di Pisa e si agisce per l’attività di promozione turistica, cercando di sostituirsi alle APT (enti aboliti dall Regione Toscana), attuando così una vera e propria campagna di marketing territoriale. Tutto questo ha incrementato il numero delle presenze e creato possibilità lavorative di qualità. Si può dire che, come ha efficacemente illustrato la Presidente del Parco Regionale della Maremma Lucia Venturi, i parchi possono rappresentare un ottimo strumento di sviluppo economico sostenibile del territorio.
Il QuantoBasta Festival è un inziativa del Comune di Livorno, il Comune di Piombino, della Regione Toscana e della Provincia di Livorno con il contributo della Camera di Commercio di Livorno che anche quest’anno ha ricevuto l’adesione del Presidente della Repubblica. La manifestazione è prodotta dalla società Sicrea.
Arrivederci al 2014!





