Le vacanze con il clima che cambia

Agosto 2026, tempo di vacanze, dove andare dopo due mesi e più di caldo continuo?

Non resta che scegliere tra il profondo Nord e le Alpi. Scelgo le seconde e subito mi accorgo che a 2000 metri la sera si sta bene in maglietta e pantaloncini, che nei rifugi fa caldo e anche la polenta è sparita dal menù soppiantata da più rinfrescanti spaghetti al pesto. Ma soprattutto niente doccia, con acqua nei bagni che scende con il contagocce. Ovunque cartelli che chiedono di non sprecarla, pena la chiusura molto anticipata delle strutture.

Questo è il primo segno di qualcosa che non funziona e non poter accedere all’acqua è un messaggio forte di cui tutti parlano, avventori e gestori.

Procedo poi per una vallata alpina nel nord est e per alcuni giorni a quote più basse tra i boschi, qui subito trovo una strana polvere nell’aria che si ferma sui vetri dell’auto, quasi una nevicata grigia con il sole.

Mi informano che oltre 20 km quadri di foresta sono in fiamme a poca distanza e che l’aria sta tirando verso la nostra direzione. Il caldo, la mancanza di pioggia e la mancata manutenzione hanno fatto il resto, riducendo in cenere ettari di boschi secolari.

Vedere questi spettacoli, toccare con mano l’acqua che non c’è e l’aria con la cenere degli incendi sono messaggi chiari, elementi che dovrebbero farci riflettere sui nostri comportamenti e sulle nostre certezze e sul clima che cambia, ma anche sul nostro modo di rapportarci con la natura che deve cambiare.

Curare i boschi, non sprecare acqua, non gettare rifiuti, diventare consapevoli delle risorse naturali e del loro valore ecosistemico sono l’unica risposta che possiamo dare insieme a un uso più sostenibile di tutte le risorse. 

Viaggiare significa vedere, conoscere e fare esperienza: le vacanze sono questo e oggi possono essere un modo per leggere che cosa cambia e capire che cosa possiamo fare per ridurre il nostro impatto.

Chiudo con le immagini della diga del Vajont che ho visto per la prima volta, immagini che mi hanno ricordato come il mancato ascolto del territorio può provocare oggi più che mai danni enormi e non riparabili inclusa la perdita di vite umane e con il consiglio di rileggere o riascoltare quella storia che è stata un monito per tutti e che marco Paolini ha così ben ripreso in un pezzo di teatro memorabile.

Di VENET01 – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=62072887