Noi siamo la terra: intervista a Roberto Mercadini, tra teatro e YouTube

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mercadiniPoeta, monologhista, narratore. Roberto Mercadini, bolognese, ha scritto e interpretato diversi spettacoli cimentandosi anche nelle questioni ambientali, in particolare sul consumo di suolo (ad esempio “Noi siamo il suolo, noi siamo la terra”). Su YouTube il poeta-attore ha un proprio canale dove spesso pubblica i suoi monologhi.

Envi.info lo ha intervistato per farsi raccontare come la commistione tra teatro e social video possa diffondere un messaggio ambientale:

Mercadini, tra i suoi monologhi ce ne sono alcuni dedicati alla cementificazione e alla salvaguardia del suolo. Da cosa è nato il suo interesse verso questo argomento?

È nato, per così dire, “per contagio”. Nel senso che io, tendenzialmente, sono il tipo di persona che si appassiona più a un libro di filosofia che a questioni di attualità politica e che ha più facilità a ricordare una poesia piuttosto che un articolo di giornale.

Però, nel corso del tempo, ho risposto volentieri ai diversi inviti di amici ecologisti, persone impegnate nel sociale, associazioni per la tutela dell’ambiente etc. che mi chiedevano di aiutarli a diffondere e far comprendere certi messaggi.

Così ho scritto un certo numero di brevi monologhi su temi ambientali e sociali. Per scrivere, da ignorante e disinformato, ho dovuto ovviamente informarmi e imparare. Così, informandomi e imparando, mi sono anche appassionato.

Con quale risultato?

Il risultato è che ora sono un po’ meno ignorante e disinformato e, alcuni miei amici ecologisti, dicono che potrei definirmi un ecologista anch’io a pieno titolo (ne sono onorato).. In più ho messo insieme un repertorio abbastanza nutrito di monologhi teatrali sulla cementificazione l’acqua pubblica, il consumo responsabile etc. In particolare, ho da poco scritto uno spettacolo di narrazione intitolato “Noi siamo il suolo, noi siamo la terra”, che è promosso da Banca Etica e sta girando per l’Italia.

Cosa ne pensa del teatro come veicolo per la comunicazione ambientale? Lei utilizza anche YouTube per diffondere i suoi monologhi.

Credo che la tecnica della narrazione teatrale sia molto efficace. E che abbia forza comunicativa sia su un palcoscenico che su YouTube.

Il problema della comunicazione “canonica”, cioè, per capirci, di una conferenza tenuta da uno specialista, è che l’esperto, proprio in quanto tale, rischia di dare alcune cose per scontato e di usare termini tecnici che vengono compresi solo da alcuni. Nel peggiore dei casi si rischia, quasi, che l’informazione arrivi solo a chi è già informato.

Un narratore teatrale, invece, è un profano che deve informarsi e sa più facilmente mettersi nei panni di chi (come lui) non è del settore. Scrive un monologo mentre impara e impara mentre scrive; perciò si può sperare che quanto porta sul palco abbia ancora la freschezza della meraviglia e della sorpresa che lui ha provato.

Per lui, poi, il fatto che le sue parole catturino l’attenzione di chi ascolta non è un corollario, ma è un fatto essenziale, verso il quale protende tutte le sue risorse e le sue capacità: uso di metafore, esempi paradossali, gestualità, mimica facciale etc.

La cosa importante, per me, è che il narratore sia disposto ad informarsi e a studiare seriamente, che abbia la pazienza e la cura di verificare le fonti, e l’umiltà di chiedere agli specialisti conferma per capire se ha capito.

Maurizio Bongioanni

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