Nonostante l’incessante bombardamento, in senso per ora fortunatamente solo letterale e a livello mediatico, tenda a oscurare l’urgenza di una transizione ecologica nel breve termine, dobbiamo necessariamente pensare a cosa accadrà nel medio-lungo periodo.
Cosa possiamo fare, concretamente, per ridurre la nostra dipendenza dalle forniture energetiche estere, spesso opache e poco affidabili? La risposta non può limitarsi a soluzioni anacronistiche come la riapertura delle centrali a carbone, la promozione dello smart working o vaghi propositi di rilancio del nucleare.
Sono convinta che la transizione ecologica tornerà ad essere centrale per i paesi europei e per le democrazie in generale: è la nostra unica possibile via di uscita.
Quindi, comunicare le tematiche ambientali ed il cambiamento degli stili di vita sarà sempre più importante e dovrà arrivare a accompagnare una modifica delle nostre abitudini, dal modo in cui ci scaldiamo e raffreschiamo, a quello in cui facciamo acquisti, a come trascorriamo il nostro tempo libero.
Le crisi sono momenti di svolta che ci impongono di agire, ed è per questo che, come Redazione, vogliamo mostrare nuovi modi di affrontare il futuro ricordando che il cambiamento passa innanzitutto attraverso la nostra quotidianità.
Diventa quindi fondamentale valorizzare la comunicazione ambientale portata avanti dalle istituzioni e dai diversi soggetti sociali, trasformandola da semplice strumento informativo in un obiettivo capace di guidarci non solo verso un benessere diffuso, ma verso la sopravvivenza futura.
La vera sfida è cambiare i comportamenti, ma quel che possiamo fare è seguire le campagne di comunicazione ambientale, attivarci sui nostri territori e sviluppare nuove abitudini quotidiane.
Seguiamo i consigli e impariamo a acquistare meglio, a scegliere piccoli produttori magari vicini a noi, con risparmio di CO2 nei trasporti e maggiore qualità del prodotto, a fare bene la raccolta differenziata e a scegliere prodotti con meno imballi, come molti piccoli negozi possono offrire, a fare magari anche meno acquisti d’impeto online, perché magari quel vestito in più comprato a pochi euro non ci serve.
Con questo spirito vogliamo accompagnarvi in un periodo che forse di transizione lo è veramente ma ancora non si sa verso cosa, a scegliere la direzione che noi pensiamo possa essere giusta, per il pianeta e per il nostro futuro.
Buona primavera a tutti!