I GAL della Provincia di Cuneo a Terra Madre 2026 per raccontare biodiversità, cibo e sviluppo locale con la campagna di comunicazione “Il mio territorio. Vivo perché vario”.
Un agronomo, un economo, una medica nutrizionista, un ricercatore, un veterinario e la direttrice di Slow Food si riuniscono al tavolo con i quattro GAL (Gruppi di Azione Locale) della Provincia di Cuneo.
Insieme a loro, un’agenzia di comunicazione. Si incontrano e parlano di pratiche agricole responsabili, produttività, allevamento e ambiente, logistica, prezzi, comunità, nutrizione.
Confronti che ruotano attorno al bisogno di trovare una chiave per raccontare sul territorio che cos’è la biodiversità. Un concetto complesso e multidisciplinare, un prisma che per sua natura presenta molteplici facce. Come raccontarle?
Un lavoro iniziato nel 2024 con l’obiettivo di concepire un’iniziativa di comunicazione che potesse presentare a target differenziati la biodiversità agroalimentare, in termini non astratti o tecnici, ma avvicinandosi alle persone.
Da qui, l’avvio e la presentazione ufficiale della campagna “Il mio territorio. Vivo perché vario” con lo slogan “Il bello della biodiversità è che ci sei dentro”.
Il progetto vede la cooperazione tra i quattro GAL cuneesi (GAL Langhe Roero Leader, GAL Tradizione delle Terre Occitane, GAL Valli Gesso Vermenagna Pesio, GAL Mongioie) con il sostegno della Camera di commercio di Cuneo e della Regione Piemonte (settore “Coordinamento attività sulle politiche del cibo”) e il supporto creativo dell’agenzia torinese Bellissimo.
La campagna di comunicazione produce così un messaggio che sintetizza la moltitudine di prospettive con cui la biodiversità agroalimentare rientra nella vita quotidiana dei territori, in un gioco di sovrapposizione che racconta l’interconnessione tra natura e prodotti.
Individuato l’orizzonte divulgativo, il messaggio è stato tradotto in materiali pensati per una diffusione capillare. La comunicazione si è sviluppata sia sui social sia attraverso affissioni e design di stand evocativi. Troviamo inoltre realizzate card con esempi pratici sui valori positivi per l’ambiente e la società, ottenuti grazie a tecniche di produzione sostenibili.
Questa non è frutta e verdura: è il benessere delle persone.
Queste non sono patate: è la vita dei paesi.
Questa non è una toma: è una forma di comunità.
Questa è biodiversità. La campagna e il lavoro svolto fino ad ora sui rispettivi territori dei GAL coinvolti sono stati raccontati venerdì 25 settembre a Terra Madre 2026. Il tutto nello stand allestito dalla Regione Piemonte in Piazzetta Reale a Torino. Lo spazio Foreste, Montagna e Biodiversità ha raccontato il patrimonio naturale piemontese e le iniziative rivolte alla sua tutela.
La presentazione ha ripercorso le tappe fondamentali di questo lavoro.
Le attività di sensibilizzazione al Festival della Montagna 2025 a Cuneo. Il percorso di accompagnamento del GAL Langhe Roero Leader Cibo, filiere e sviluppo locale. L’ExpoGAL 2026 organizzato dal GAL Tradizione delle Terre Occitane. Infine, il loro quaderno di viaggio alla scoperta delle specialità locali e dei cibi tipici.
Il percorso prosegue nei vari territori con ritmi adattati ai bisogni e alla programmazione di ogni singolo contesto, ma sempre con spirito di cooperazione e un messaggio comune. Più varietà significa più vita – più salute, fertilità, sostenibilità, dinamismo economico e sociale.
L’impatto atteso è quello di rafforzare e aumentare i comportamenti per la tutela della biodiversità, stimolando lo sviluppo attraverso strumenti finanziari specifici.
I GAL investono sulla biodiversità, con oltre 4,2 milioni di euro dedicati al sostegno di filiere locali e reti territoriali, incentivando progetti condivisi tra imprese. Questo mette in relazione produzione, trasformazione, commercializzazione e altre attività economiche e servizi locali.
A queste opportunità, si affiancano gli Smart Village. Strategie costruite attraverso la collaborazione tra soggetti pubblici e privati per individuare risposte innovative ai bisogni delle comunità rurali, tra cui la valorizzazione della biodiversità agricola.
Terra Madre 2026 è stato il palcoscenico ideale per raccontare questo percorso. In un’atmosfera di condivisione attorno all’importanza del tema della biodiversità e alla visione strategica dei Gruppi di Azione Locale, che lavorano per lo sviluppo di aree rurali. Aree interne tutt’altro che marginali e periferiche – centrali per rispondere alle sfide climatiche, partendo dalle comunità che abitano il territorio.