Raddoppiano gli eco-incentivi per l’acquisto di biciclette!

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di Silvia Musso

Il Ministero dell’Ambiente ha stanziato altri 10 milioni di euro per finanziare gli eco-incentivi per l’acquisto di una nuova bicicletta. In soli 20 giorni gli iniziali 8.750.000 di euro si erano volatilizzati grazie alla campagna on-line lanciata il 22 aprile e quasi immediatamente bloccata. Dopo il boom di richieste che ha mandato in tilt il sistema informatico, si riparte con slancio. Il ministro Stefania Prestigiacomo ha deciso di destinare nuovi fondi ad una iniziativa «che ha avuto un successo straordinario e che va quindi promossa e implementata, assecondando la voglia di mobilità “pulita” che le famiglie italiane hanno dimostrato».

Risultati inaspettati per i promotori. Esito più che positivo se si pensa che la campagna “informale” è stata lanciata solo online e che ha fatto tutto il “word of mouth”. Gruppi di appassionati delle due ruote hanno fatto girare la voce e i negozianti non hanno fatto altro che informare i potenziali clienti con ritagli di giornale attaccati alle vetrine.

In tema di mobilità a propulsione muscolare, questa campagna rappresenta una svolta storica. Per la prima volta infatti è stato concesso uno sconto del 30% fino a un massimo di 700 euro di spesa per l’acquisto di una bicicletta senza obbligo di rottamazione.

Antonella De Luca, 40 anni di Settimo Torinese, ha acquistato una nuova city-bike usufruendo dell’iniziativa. «Sono andata al negozio vicino casa. Mi è bastato scegliere la bici e mi è stato immediatamente applicato lo sconto. Sono contenta e soddisfatta».

Luca Mariano è un costruttore di biciclette particolari, se ne vedono poche in Italia, molto diffuse invece nel Nord Europa. Il suo piccolo laboratorio produce biciclette reclinate a costo contenuto, meglio conosciute come Ecobent – Ecologiche, economiche. Rappresenta i piccoli artigiani che lavorano per una mobilità sostenibile e vende in tutto il mondo. «Gli incentivi stanziati sono un’ottima iniziativa sotto il profilo delle intenzioni ma, il modo in cui sono stati applicati, lascia molto a desiderare. Innanzitutto l’accesso ai contribuiti è limitato ad un listino di marche e modelli, che solo le aziende iscritte all’ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) hanno potuto comunicare. Ecobent, come tutti i piccoli produttori che rappresentano l’antica tradizione artigiana della bicicletta in Italia, non è iscritta e questo impedisce di fatto l’accesso al contributo. Anche il meccanismo di erogazione del contributo, sotto il piano tecnico, lascia perplessi. L’intero sistema on-line è strettamente integrato con i sistemi informatici di Unicredit Banca; di fatto per accedere al sistema, e quindi ottenere il rimborso degli incentivi che ha anticipato di tasca propria, il rivenditore è costretto ad aprire un conto corrente con questa banca».

Quindi tutti gli attori della campagna sembrano essere sottoposti a vincoli: il produttore della bicicletta deve essere associato ad Ancma; il rivenditore deve aprire un conto corrente presso una particolare banca; il cliente, deve cercare le informazioni su internet, l’unico mezzo che ha veicolato la campagna. Senza contare che se adesso le Amministrazioni non si impegneranno a creare le condizioni adatte per favorire questo tipo di mobilità sostenibile, creando ad esempio piste ciclabili, questo nuovo parco bici rischia di essere relegato in cantina.

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