IED Firenze x Plures: la mostra collettiva per l’ambiente

Grazie alla collaborazione tra IED Firenze e Gruppo Plures nasce IED Firenze x Plures, una mostra collettiva che invita a riflettere sulla sostenibilità

La comunicazione ambientale, oggi, non può più limitarsi a informare. Deve coinvolgere, emozionare, rendere visibile ciò che spesso rimane astratto. È in questo contesto che nasce la mostra collettiva allestita all’ex Teatro dell’Oriuolo di Firenze, dal 5 febbraio al 6 marzo 2026. Un’iniziativa frutto della collaborazione tra l’istituto del design e la multiutility toscana che gestisce ambiente, energia e acqua per oltre due milioni di cittadini.


IED Firenze x Plures vuole smuovere il ruolo attivo delle comunità. Energia, acqua e gestione
dei rifiuti attraversano la quotidianità di tutti e tutte noi. Metterlo in mostra «significa trasformare concetti complessi come la sostenibilità in un’esperienza visiva e tattile alla portata di tutti per aiutarci a riconsiderare il nostro impatto quotidiano sull’ambiente», sottolinea Giovanni Bettarini, assessore alle società partecipate del Comune di Firenze.

La mostra è curata da Stefano Cipolla, Art Director de l’Espresso e Direttore Responsabile di Grafica Magazine, e coordinata dal docente Dario Manzo. L’esposizione riunisce i lavori di cinque alunni IED (Riya Allen, Paula Cervantes, Nicole Ferraresi, Zuzanna Gòrska, Jacopo Koning). Attraverso installazioni, poster, video e illustrazioni, affrontano quattro grandi temi della sostenibilità: risparmio energetico, riciclo, gestione dei rifiuti e tutela dell’acqua. 

Il percorso si articola in dieci sezioni che mettono al centro il rapporto tra individuo e comunità. Plures Comunità, con le sue copertine illustrate, celebra il valore umano e collettivo della sostenibilità. Corrente Vitale crea una relazione scultorea tra energia elettrica e corpo umano. I dati ambientali sono poi tinti nell’opera Dati in Colore, e lo spreco quotidiano viene messo sotto la lente critica in Lacrimine.

La riflessione prosegue con il racconto audiovisivo urbano di Vite Riutilizzate e i poster di Sotto la Superficie, che invitano a guardare oltre l’apparenza del paesaggio. L’installazione Ciò che buttiamo è dedicata alla persistenza dei rifiuti, mentre Memoria Liquida rende tangibile lo spreco d’acqua. Chiudono il percorso Piccole Azioni, una serie di adesivi che promuovono comportamenti virtuosi, e Rifiuto-Sistema, progetto visivo che riflette in chiave ironica e distopica sull’inquinamento e le sue conseguenze.

L’arte diventa responsabilità condivisa, trasmettendo una cultura del cambiamento per la transizione ecologica

Attraverso linguaggi e materiali diversi, dalla scultura al video, dall’illustrazione all’installazione
immersiva, il progetto artistico costruisce un racconto sul rapporto tra comunità, risorse
e responsabilità
.

Le opere invitano il pubblico a confrontarsi con il peso concreto dei propri gesti
quotidiani. Colore, suono e materia diventano strumenti per rendere visibile l’invisibile: i dati
ambientali che migliorano nel tempo, le risorse che scorrono, i rifiuti che persistono oltre il nostro
sguardo.

Ne emerge un percorso che non si limita a denunciare criticità, proponendo così una
visione partecipata del cambiamento. Viene sottolineato come la transizione ecologica sia il risultato di un impegno condiviso tra aziende, istituzioni e cittadini.

La comunicazione ambientale qui non è moralistica né puramente didascalica: è un processo
culturale
. Come sottolinea la direttrice di IED Firenze, Benedetta Lenzi: «Formare progettisti e
creativi significa fornire loro gli strumenti per leggere la complessità del presente e assumersi una
responsabilità nei confronti della società e delle risorse che utilizziamo
».

Anche per Plures questa collaborazione segna un cambio di paradigma. Dichiara Lorenzo Perra, presidente di Plures:

Abbiamo scelto di lavorare con il linguaggio della creatività perché è capace di generare domande, non solo risposte. Un modo diverso di fare comunicazione ambientale, che non si limita a informare ma invita a prendere posizione e a riconoscersi parte di un’azione collettiva