Verallia, modello toscano di economia circolare nel vetro

La transizione ecologica passa anche dal vetro, un materiale che può essere riciclato all’infinito senza perdere qualità. Un settore in cui l’Italia primeggia.

La Toscana rappresenta un esempio virtuoso: una vera e propria culla di aziende che puntano sempre di più sull’utilizzo del vetro riciclato.

Lo stabilimento Verallia di Pescia, in provincia di Pistoia, ne è una dimostrazione concreta, confermando la propria volontà a partecipare ad un sistema che mette al centro sostenibilità e il riciclo.

L’azienda produce bottiglie e contenitori in vetro e utilizza un’elevata percentuale di materia prima seconda, proveniente sia dagli scarti industriali sia dalla raccolta differenziata. Una scelta che riduce l’uso di materie prime vergini e contribuisce allo sviluppo dell’economia circolare.

Il vetro frantumato, ottenuto dagli scarti di fabbricazione e dalla raccolta differenziata, viene miscelato con altre materie prime complementari per produrre contenitori destinati al settore alimentare. “Bottiglie per vino, liquori, oppure contenitori per passate di pomodoro, confetture e prodotti spalmabili“, specifica Mattia Papini, direttore dello stabilimento.

L’impianto ha inoltre adottato un forno a ossicombustione, una tecnologia che utilizza ossigeno al posto dell’aria nel processo di combustione. Questa innovazione rende lo stabilimento un modello di produzione sostenibile e di decarbonizzazione industriale.

Energia ed economia circolare rappresentano oggi le principali sfide per le vetrerie

Nel 2025 Legambiente inserisce lo stabilimento tra i migliori cantieri della transizione ecologica. Il premio riconosce il contributo di Verallia nella filiera del riciclo, nell’innovazione tecnologica e nella riduzione dell’impatto ambientale, rendendo l’impianto un esempio nazionale di economia circolare.

Spiega Marco Ravasi, presidente di Assovetro.

Qui a Pescia abbiamo fatto un investimento importante per ridurre non solo le emissioni di CO₂, ma anche quelle di NOx, sostanze che inquinano l’aria e contribuiscono ai cambiamenti climatici

Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente, ha sottolineato l’importanza di nuovi investimenti. Tra questi, l’installazione di forni di nuova generazione, in grado di ridurre significativamente l’uso di gas fossili, recuperare calore per altri impieghi e utilizzare meno energia. L’impegno punta su un impiego sempre maggiore di materiale riciclato. Sempre più impianti, infatti, puntano sulla sostenibilità, a partire da quelli che lavorano il vetro, ma l’attenzione deve partire da tutti, anche realtà più piccole che possono fare la differenza.

Dal commento di Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana:

Quando i cittadini fanno correttamente la raccolta differenziata e tutta la filiera – dalla raccolta al trasporto, fino agli stabilimenti che trasformano i materiali in nuovi prodotti – funziona in modo efficace, si crea un ciclo virtuoso che aiuta l’ambiente e l’economia