A Eskilstuna, in Svezia, nel 2015 ha aperto un centro commerciale in cui tutto ciò che viene venduto è di seconda mano. Si chiama ReTuna Återbruksgalleria e in questi anni ha permesso a moltissimi oggetti di rinascere.
Mobili, vestiti, giochi, apparati di elettronica, forniti dalla cittadinanza, vengono riparati e riciclati per arrivare a chi, in ottica di economia circolare, acquista articoli di seconda mano.
Per il lavoro di deposito e selezione degli oggetti, ReTuna ha messo in atto una interessante collaborazione con la società municipalizzata che si occupa dei rifiuti. Quest’ultima effettua la prima selezione degli oggetti e poi li trasporta dal deposito, dove sono stati lasciati dai cittadini, ai vari negozi che li ricicleranno per il second hand.
ReTuna, solo nel 2018, ha registrato un fatturato di 11,7 milioni di corone svedesi. Nel 2019 le vendite sono continuate a crescere, arrivando a circa 14,7 milioni.
Negli anni successivi l'iniziativa ha continuato a generare traffico e interesse, raggiungendo 360.000 visitatori nel 2024. Il buon andamento ha portato anche a una crescita delle attività interne, più negozi e posti di lavoro, rispetto agli anni passati.
Non solo vendita di seconda mano, ma anche conferenze sull’educazione ambientale e pranzi biologici
Il progetto è gestito da Eskilstuna Energi och Miljö (EEM), un’azienda municipale attiva nei settori energia e ambiente. All’interno del centro commerciale troviamo anche uno spazio di educazione ambientale dove sono organizzati eventi, conferenze e workshop sulla sostenibilità.
Le persone scelgono autonomamente le iniziative a cui desiderano partecipare, con la possibilità di prenotarle sul sito.

Nel centro commerciale è presente anche un luogo di ristoro, il Café ReTurama, che propone pranzi biologici e prodotti da forno.
L’obiettivo principale di questo spazio educativo è quello sensibilizzare il pubblico. Sono per questo pensate anche le visite di studio, sul tema della sostenibilità ambientale e sull’importanza del riciclo degli oggetti. Si tratta di tour di circa un’ora per avere maggiori dettagli sul funzionamento di ReTuna, in gruppi di circa 20 persone e sono aperte anche alle scuole.
L’educazione è certamente il motore per far sì che luoghi di questo tipo possano moltiplicarsi in tutta Europa.
Un modello di shopping replicabile
Il modello sostenibile di Eskilstuna è già arrivato in Francia, Belgio e Danimarca. Trova invece ancora difficoltà ad arrivare in Italia dove però, come sottolinea Lifegate, gli spazi abbandonati dove poter dar vita a questi progetti sono innumerevoli in tutto il paese.
A Parigi e Lione si stanno diffondendo le Recycleries e Ressourceries. Sono centri di riuso che spesso sorgono in ex stazioni o fabbriche e che offrono riparazione, vendita e ristorazione sotto lo stesso tetto.
In Belgio, invece, esiste una rete consolidata di negozi di second hand chiamata De Kringwinkel. Si tratta di spazi dove è possibile trovare qualsiasi tipo di oggetto.
Interessante la soluzione adottata in Danimarca dove si stanno diffondendo i Kirppu, ovvero enormi magazzini dove ognuno può affittare uno scaffale per vendere i propri oggetti, ma la gestione della cassa è centralizzata.
I dati positivi riguardo ReTuna e i suoi simili confermano come il riciclo degli oggetti possa essere un valido strumento di mercato a cui è possibile affiancare momenti di informazione ed educazione, anche per i più giovani.
Immagine di copertina ©Lina Östling