Il Circular Monday è una campagna globale che nasce come alternativa al Black Friday, cioè al consumismo sfrenato, per promuovere acquisti circolari. Si attivano così pratiche virtuose come vendita di prodotti usati, riparazione, scambio, noleggio.
Lanciata nel 2017 a Malmö in Svezia con il nome di White Monday da Henning Gilberg, fondatore della start-up circolare di riparazioni tessili Repamera AB, e Alexandra Davidsson, nel 2020 prende il nome attuale per promuovere il consumo circolare al fine di non produrre rifiuti.
Anche il Circular Monday ha la sua giornata, il lunedì prima del Black Friday, che da alcuni anni è stato esteso ad una intera settimana.
I numeri del consumo e degli sprechi
La campagna vuole sensibilizzare verso acquisti meno compulsivi di prodotti magari non necessari, incentivati dai prezzi bassi.
Secondo l’indagine survey PwC 2025 citata dal portale Dipende da Noi del Ministero dell’Ambiente, l’84% degli italiani ha fatto acquisti nel periodo di sconti del Black Friday e Circular Monday. La spesa media è stata stimata intorno ai 246 euro a persona, in aumento rispetto al 2024. Le categorie più acquistate: tecnologia (44%), moda (38%) e articoli per la casa (23%).
Per capire qual è l’impatto di questi numeri sulla sostenibilità ambientale e quali benefici si potrebbero raggiungere con l’economia circolare, ritorniamo ad un’indagine di qualche anno fa realizzata in UK e citata dal Circular Economy Network.
Da qui si nota come l’80% degli acquisti fatti durante il Black Friday viene sprecato. Molti degli oggetti che arrivano nelle nostre case a causa degli sconti, sono destinati alla discarica o all’incenerimento, o ad un riciclo di bassa qualità, compresi gli imballaggi, dopo una vita molto breve.
L’Italia ha un tasso di utilizzo circolare dei materiali del 20,8%, quasi il doppio della media UE.
Tuttavia fenomeni consumistici come il Black Friday invadono anche il nostro paese tant’è che anche il Ministero dell’Ambiente spinge per un consumo meno impulsivo, ad esempio con la condivisione di utensili ed elettrodomestici, e più consapevole, tutto l’anno, disincentivando il fast fashion e incentivando l’acquisto di oggetti usati presso i centri per il riuso.
Le opportunità del Circular Monday
Nata come giornata dedicata alla promozione del consumo circolare, il Circular Monday è presto diventato un movimento mondiale sostenuto in gran parte da volontari e attivo in 40 paesi.
Può contare su una rete di 1.400 tra aziende circolari ma anche organizzazioni, università, media e influencer. In Italia hanno aderito quasi 100 realtà.
Molto interessante è la creazione di un database a livello mondiale di operatori, aziende, organizzazioni, impegnati in attività di riuso, condivisione, noleggio.
Così è più semplice per le persone cercare un’attività che fa riparazioni o che vende prodotti usati e rigenerati e contestualmente sensibilizzarle a riparare, riutilizzare, affittare, condividere invece di acquistare nuovi prodotti, così da ridurre gli sprechi.
Nel database si trovano anche offerte specifiche, come corsi sui temi dell’energia e ambiente, eventi e alcuni influencer che nei vari paesi sono impegnati su questi temi.
Il Circular Monday non è solo una data, ma un invito globale ad abbracciare l’economia circolare come pratica quotidiana: scegliendo di riparare, riusare e condividere, possiamo tutti contribuire attivamente a ridurre i rifiuti e a costruire un futuro in cui la sostenibilità prevale sull’obsolescenza programmata e percepita.
Immagine di copertina © Rupert Pessl / Circular Monday