Velò – Dico: dimmi come fai pubblicità e ti dirò chi sei

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di Irene Gozellino

Tutti noi sappiamo distinguere un prodotto sostenibile da uno che non lo è, difficilmente però sappiamo distinguere una pubblicità sostenibile da una che non lo è.
Cos’è innanzitutto una pubblicità sostenibile? Forse una pubblicità che non invade, non assilla? Anche. Ma soprattutto una pubblicità che, oltre a promuovere prodotti “buoni” per l’ambiente, lo fa in un modo altrettanto “buono”.Velò–Dico trasforma il mezzo di trasporto ecologico per antonomasia, la bicicletta (“velò” in lingua francese, da qui il gioco di parole) nel mezzo di comunicazione più sostenibile che ci sia. Si tratta di un servizio di pubblicità su due ruote, silenzioso, non invadente, ecologico ed efficace, che interessa da qualche tempo le strade di Torino.

Incuriositi da questo nuovo modo di fare pubblicità, abbiamo chiesto maggiori informazioni a Michele Noce, presidente del centro aggregativo Cecchi Point.

Come è nata l’idea di Velò-Dico?
«L’idea è nata all’interno del giovane team dell’associazione Muovi Equilibri con l’intento di coniugare una forma di comunicazione e di promozione di iniziative ed attività ai criteri stessi della mobilità sostenibile. Il servizio, infatti, ha anche come scopo quello di pubblicizzare ed incentivare una maggiore diffusione ed utilizzo di mezzi di trasporto alternativi ai veicoli a motore e ad impatto zero. Da non sottovalutare, poi, l’importanza del contatto diretto con le persone che questo approccio comunicativo tende a stabilire e a valorizzare che è in linea con il nostro modo di intendere lo spazio pubblico e di una città a misura d’uomo.
Sostenibilità ambientale, economica e sociale, quindi. Partendo da queste considerazioni, ha visto la luce il servizio “Velò-Dico” insieme ad altri servizi, come le cicloconsegne e attività di formazione come i corsi di ciclomeccanica e la ciclofficina popolare. Tutte queste idee sono state raccolte sotto il nome Cicloffice e concretamente avviate nel contesto del centro interculturale aggregativo Cecchi Point a cui l’associazione ha aderito e vi ha trovato nuova sede».

Cosa differenza la vostra strategia comunicativa dalla semplice e tradizionale cartellonistica pubblicitaria?
«Questo tipo di strategia comunicativa possiede il pregio di arrivare nel modo più diretto possibile alle persone convogliando, al tempo stesso, un doppio messaggio: un differente approccio alla comunicazione pubblicitaria e l’ utilizzo di veicoli alternativi per svolgere qualsivoglia attività del quotidiano, che spaziano dal lavoro allo svago. Inoltre la dimensione associativa e artigianale favorisce l’offerta di servizi customer designed, venendo incontro alle esigenze ed idee specifiche del cliente; approccio che riteniamo oltretutto molto utile e stimolante per migliorare e sviluppare un servizio innovativo come il nostro. La nostra comunicazione è poi chiaramente percepita dal pubblico come “sostenibile” anche perché, di norma, sostenibile è ciò che viene pubblicizzato e promosso».

Noi di envi.info troviamo questa iniziativa altamente sostenibile e innovativa. Siamo quindi felici che i torinesi vengano informati per strada, così, su due piedi, da notizie che arrivano su due ruote.

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