Greenpeace: campagna virale con testimonial poco virile

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Una risposta

  1. Flavio ha detto:

    La domanda finale apre le dighe della discussione “fino a che punto la comunicazione è una scienza fatta di tecniche o è applicazione di considerazioni politiche, sociologiche e filosofiche?”.
    Ciò che voglio dire è che in questo caso, per rispondere alla domanda, ci si deve chiedere se il target sensibile all'ambiente è anche sensibile alle questioni “sessiste”: in caso affermativo diremo che una campagna di sensibilizzazione sulla tutela dell'ambiente può puntare su una comunicazione sessista, in caso contrario no.
    Io faccio fatica a vederci qualcosa di scientifico, tanto quanto faccio fatica a vedere della “scienza politica” quando le scelte sono fatte in base ai risultati dei sondaggi, senza creare un quadro di riferimento (quadro che confina con l'elaborazione filosofica, nel senso nobile del termine, anch'essa non propriamente scienza nel senso stretto del termine).
    Mi piacerebbe aprire una discussione in tale senso, per meglio definire fin dove la comunicazione è una scienza.

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