Rifiuti a Napoli: la “pubblicità progresso” può essere autocelebrazione?

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Nessuna risposta

  1. Anonymous ha detto:

    ho visto lo spot, non lo trovo entusiasmante ma neanche offensivo per le donne, la televisione ci propina continuamente modelli di donna decisamente più svilenti di quell’attrice della pubblicità progresso. chiara

  2. paola ha detto:

    trovo anch’io che lo spot non sia dei più riusciti. anzi, penso proprio che sia il peggiore che abbia mai realizzato pubblicità progresso. se fossi una napoletano mi sentirei piuttosto arrabbiata…

  3. Franco ha detto:

    Secondo me il fatto centrale è che si usa una Pubblicità Progresso come spot elettorale! Questo è scandaloso!

  4. redazione ha detto:

    Come redazione ci siamo interrogati sul messaggio di questo spot che dovrebbe incitare a cambiare un comportamento e non comunicare un risultato. Credo che invece a Napoli molto sia ancora da fare e che la collaborazione dei cittadini in modo attivo sia indispensabile.Emanuela Rosio – Direttore

  5. Giovanni ha detto:

    Almeno comunicasse un risultato, cara Emanuela! Invece c’è proprio poco da comunicare…se non voler far credere che Napoli ora sia pulita,grazie alla magica azione del Governo e al termovalorizzatore di Acerra,quello che Silvio B ha definito “Un dono di Dio”…

  6. Enrico ha detto:

    L’unico progresso che questa pubblicità punta a raggiungere, ahinoi, è un incremento di consenso verso la compagina governativa. Non c’è da stupirsi che ancora una volta (sic!) ciò che è pubblico (in questo caso la comunicazione pubblica) venga sfruttato a fini perconalistici di mera propaganda.

  7. Francesco ha detto:

    Caso esemplare il cui la comunicazione politica soppianta la comunicazione pubblica… anche questa è comunicazione ambientale 🙂

  8. Marco F. ha detto:

    Domanda a Emanuela Rosio, che ha scritto “Credo… che la collaborazione dei cittadini in modo attivo sia indispensabile”, e a tutti i cittadini napoletani: quanta della spazzatura nelle strade di Napoli è stata comprata senza effettivo bisogno dagli stessi Napoletani e perché? Grazie.

  9. Emanuela Rosio ha detto:

    L’accumulo di sacchetti che si vede nelle immagini delle strade di Napoli è sicuramente impressionante. A me è venuto un pensiero… ma se si provasse a chiedere ai Napoletani di non comprare più plastica, di tenere la carta in casa e di metterla furi ogni 15 giorni, di mettere il vetro nelle campane e si partisse con la raccolta dell’organico un giorno sì e uno no non è forse vero che questi mucchi non ci sarebbero più? Sicuramente servirebbe un grosso impegno in comunicazione, ma il problema di mancanza di impianti per smaltire il rifiuto tal quale si ridimensionerebbe non poco. E’ un sogno? Io ci credo e mi immagino quella montagna di sacchetti ridursi grazie a un minore acquisto di rifiuti e a una separazione dei materiali riciclabili. Sapere che cosa ne pensano i napoletani a riguardo sarebbe utile… il loro impegno farebbe la differenza.

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