Re-White, nuova vita alle scorie dell’acciaio

Si chiama Re-White ed è un progetto di ricerca industriale della durata di 27 mesi finanziato dalla Regione Lombardia nell’ambito del bando Collabora e Innova del programma Regionale Fesr 2021–2027.

Re-White ha l’obiettivo di sviluppare tecnologie innovative e nuove filiere industriali per il recupero e il riutilizzo delle scorie bianche di acciaieria, oggi in larga parte destinate allo smaltimento.

L’intento è trasformarle in materie prime secondarie per la produzione di acciai, cemento e calcestruzzo, oltre che per applicazioni nei polimeri (insieme alla plastica).

In queste settimane è entrata nel vivo la validazione di due tecnologie innovative per il trattamento delle scorie bianche, frutto di una sinergia tra industria e ricerca accademica. Il percorso integra test sperimentali e analisi chimico-fisiche avanzate per confrontare i materiali trattati con quelli grezzi, con l’obiettivo di mapparne comportamento e omogeneità, garantendone così la piena idoneità tecnica per le diverse applicazioni finali.

Capofila del progetto è il Gruppo Duferco attraverso la sua controllata Travi e Profilati di Pallanzeno.

Il partenariato vede la partecipazione attiva di Ori Martin, l’Università degli Studi di Brescia, Resilco, Gap e il Gruppo Gatti.. A questo nucleo operativo si affianca il supporto di Heidelberg Materials e Novotema, che intervengono in veste di stakeholder tecnici per guidare l'applicazione dei risultati nei settori del cemento e degli elastomeri.

Re-White nasce nel cuore di uno dei principali distretti siderurgici europei, in cui si concentra quasi la metà della produzione nazionale di acciaio e in cui ogni anno si generano migliaia di tonnellate di scorie bianche da metallurgia secondaria.

Lo smaltimento di tali materiali rappresenta un costo rilevante per le acciaierie e richiede una gestione rigorosa a causa dei potenziali impatti ambientali. Criticità che rendono urgente l’adozione di strategie sostenibili e innovative in grado di ridurre sia i costi di gestione sia i rischi ecologici.

In questo contesto, la scoria bianca emerge come un caso di studio emblematico dell’economia circolare

Grazie alle sue peculiari caratteristiche chimico-fisiche presenta infatti un elevato potenziale di valorizzazione in molteplici applicazioni industriali. In particolare, può sostituire parzialmente le materie prime naturali utilizzate nella produzione di acciaio, cemento e calcestruzzo, oltre a trovare impiego nei materiali polimerici e in applicazioni ambientali come l’adsorbimento di inquinanti o l’inertizzazione dei rifiuti.

Focalizzato sulle aziende del settore acciaio del distretto lombardo nelle province di Bergamo e Brescia, il progetto è stato presentato attraverso una strategia di comunicazione che ha coinvolto media generalisti, testate specializzate e quotidiani locali.

La narrazione dell’iniziativa ha trovato spazio inoltre sui canali social, in particolare su LinkedIn, e si è poi consolidata con la pubblicazione di sezioni dedicate sui siti web ufficiali di Duferco e Gruppo Gatti per garantirne la massima trasparenza e portata.