Si registra, a livello globale, un aumento della domanda di green skills che a cascata si traduce in una crescita di tali competenze nel mondo delle professioni.
Dall’indagine Green Skills Report 2025 realizzato dal LinkedIn’s Economic Graph, emerge che la crescita delle competenze ambientali è dovuta agli impatti del cambiamento climatico
La crisi climatica sta già comportando costi elevati, stimati in 417 miliardi di dollari nel 2024, spingendo quindi governi e imprese a investire maggiormente nelle competenze necessarie per l’adattamento. Quest’azione costituirà la terza maggiore fonte di crescita netta di posti di lavoro entro il 2030, creandone almeno 5 milioni.
Molte aziende stanno investendo sulla sostenibilità. Un sondaggio del 2025, tra Europa e Nord America, ha rilevato che l'88% di oltre 300 grandi aziende vede la sostenibilità come un’opportunità di creazione di valore a lungo termine.
La crescente diffusione di tali competenze non riguarda solo il team sostenibilità delle organizzazioni, ma anche altre divisioni e ruoli aziendali. Le imprese capiscono che si tratta di un modello di sviluppo e una strategia aziendale per l’innovazione.
La sensibilità è aumentata anche tra le istituzioni a causa degli eventi climatici estremi. I governi iniziano a pensare all’ecologia come leva di sviluppo. Ad esempio, secondo il governo brasiliano e l’Università Federale di Rio de Janeiro, il Piano di Trasformazione Ecologica del paese stimolerebbe la crescita del PIL e creerebbe 2 milioni di posti di lavoro entro il 2035.
Il punto della situazione con qualche dato
Nel rapporto si legge che in un’indagine, su 84 paesi esaminati, i profili LinkedIn di lavoratori con almeno una competenza ambientale sono aumentati. Ovunque si registra una domanda superiore all’offerta disponibile.
La percentuale del 2025 è salita al 17,6%, rispetto al 16,8% del 2024 e al 15,2% del 2021. Le competenze green sono cresciute del 4,3% dal 2024 al 2025 mostrando, dal 2021, una crescita media annua del 3,4%.
I settori con maggiore crescita di assunzioni di esperti ambientali sono i servizi finanziari (16,3%), il settore tecnologia, informazioni e media (11,3%), la logistica (8%). Un altro dato che risalta è che la tendenza è più accentuata in Europa, con in testa la Francia (20%), seguita da Regno Unito (15%) e Germania (9%).

Queste competenze sono un potente strumento di carriera e danno maggiori probabilità di assunzioni nelle aziende. Per chi ha queste skills, il tasso di assunzione è in media superiore del 46,6%.
Le competenze ambientali sono molto attrattive tra i giovani: il 43%, almeno 4 su 10, vorrebbe lavorare alla transizione energetica e climatica. Ciò è ancora più pronunciato tra i millennials, 5 su 10, e tra la Gen-Z, 6 su 10.
In Italia i numeri sono in linea con gli altri Paesi. I job title, cioè i profili green più in crescita nell’ultimo anno nel nostro Paese, sono stati ad esempio quelli di Sustainability specialist, HSE officer, Environmental officer. Mentre i settori con più assunzioni sono stati: ordine, agricoltura e allevamento, servizi e edilizia.
L’intelligenza artificiale e le green skills
L’intelligenza artificiale ha un vasto potenziale per accelerare i risultati di sostenibilità. Riesce a prevedere la domanda e consentire una maggiore efficienza nella distribuzione di energia elettrica, ottimizzare percorsi e orari nella logistica della catena di fornitura, ridurre energia e materiali.
Ma anche in questo caso occorrono lavoratori qualificati, con la doppia competenza. I dati di LinkedIn mostrano i primi segnali di questo cambiamento. Anche se i numeri sono ancora bassi, nel 2025, il 3,1% degli esperti ambientali nei paesi del G7 ha segnalato competenze nell’ambito di tecnologie di intelligenza artificiale.