Anche la 17° edizione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti volge al termine.
In Italia, in questi nove giorni, la SERR ha raccolto 4172 azioni di comunicazione, sensibilizzazione, incontro, gioco e riflessione sul tema dei rifiuti, coprendo tutto il territorio nazionale.
Innanzitutto, grazie a tutti e tutte voi, da parte del Comitato Promotore nazionale della SERR, per l’impegno e per aver contribuito a far arrivare la riduzione dei rifiuti per una settimana all’ordine del giorno anche sulle rassegne stampa su tutto il territorio nazionale.
La SERR è una campagna differente, che non arriva dall’alto con dei contenuti preparati, ma è costruita da chi si impegna a ideare e realizzare azioni di comunicazione sul territorio e proprio per questo chi si attiva e aderisce ai valori e ai temi proposti lo fa con molto entusiasmo.
Scuole, enti locali, imprese, cittadini e associazioni si iscrivono e realizzano la loro idea, legata alla promozione o realizzazione di azioni concrete per la riduzione dei rifiuti, la promozione delle raccolte differenziate o la pulizia di una parte di territorio.
Quest’anno il tema centrale sono stati i RAEE, ossia le apparecchiature elettriche ed elettroniche che non funzionano più, su cui la maggior parte delle azioni si è concentrata, da un lato per spiegare che cosa sono e come conferirli correttamente al fine del riciclo delle varie componenti e della riduzione della pericolosità, e dall’altro sul concetto di riparazione per evitare che le apparecchiature siano sostituite anziché riparate.
Chiudo con un aneddoto personale che può farci riflettere sulla necessità di un cambio di paradigma che renda la riduzione facile e non complicata, perché alla fine tutti preferiamo fare poca fatica e se riparare diventa più facile sono certa che molte più persone si impegneranno a farlo.
Proprio venerdì 21 novembre, il giorno prima della SERR, mi è capitato un piccolo guaio domestico, una lavatrice che inizia a avere un problema.
L’apparecchio ha più di dieci anni e tutti mi consigliano di andare in un centro commerciale e comprarne uno nuovo, perché non vale la pena ripararlo. Io penso però che non posso non fare un tentativo, allora inizio a cercare l’elettricista che mi dice che lui non se ne occupa. Allora chiamo un tecnico, che prima non risponde, poi mi dice che mi richiama, ovviamente non lo fa e allora lo richiamo io e poi mi dice che per due giorni non può venire e che mi dirà. Morale della favola: se fossi andata a acquistare una lavatrice nuova ora l'avrei già installata, ma se ci fosse stato un elenco di riparatori facile da trovare magari ora avrei già riparato la mia.
Cambiare il paradigma dell’acquisto facile verso la riparazione e il riuso dipende da scelte spesso legate a politiche locali, perché investire sulla riparazione significa creare posti di lavoro qualificati e fornire servizi a chi abita sul territorio. Pensiamoci.