Dal 2 al 6 settembre 2026, Cevo (BS) ha ospitato la terza edizione di MicoCosmo Festival, il primo grande festival di micologia in Italia.
Nato nel 2024 a Capo di Ponte e trasferito quest’anno in località Pineta, l’evento ha riunito micologhi, ricercatori, coltivatori, artisti e appassionati da Italia ed estero, trasformando i funghi in un ponte tra biodiversità, sostenibilità e cultura.

Abbiamo intervistato Chiara Di Giovanbattista, studiosa e divulgatrice di micologia e una delle founder del festival.
Cos’è MicoCosmo, come nasce e perché i funghi sono così importanti?
MicoCosmo nasce dalla volontà di creare uno spazio in cui i funghi non siano solo un tema enogastronomico, ma un punto di partenza per parlare di biodiversità, scienza, arte e rapporto con il territorio.
Il festival nasce grazie al lavoro di volontari e al sostegno spontaneo della comunità con l’obiettivo di diffondere una cultura micologica accessibile a tutti e creare relazioni tra persone, discipline e luoghi.
I funghi sono organismi chiave negli ecosistemi: decompongono la materia organica, riciclano nutrienti e sostengono la vita nel suolo.
Quali sono le attività principali del festival?
Cinque giorni di passeggiate micologiche guidate, laboratori di coltivazione e riconoscimento funghi, pratiche artigianali, attività per bambini, mostre e un photo contest. Le escursioni, aperte a tutti, servono a studiare e riconoscere i funghi. Il festival ospita anche micologhi, ricercatori, coltivatori e artisti da tutta l’Italia e pure dall’ estero.
All’interno dei mercati, i funghi sono utilizzati non solo per l’alimentazione e la coltivazione, ma anche per creare prodotti da vestire e cosmetici, valorizzando il micelio come materiale sostenibile.
Come si finanzia un festival gratuito come MicoCosmo e come lo comunicate?
L’ingresso è libero e il festival è autofinanziato, riusciamo in parte a sostenerlo grazie al crowdfunding ma ogni anno la sfida è trovare risorse sufficienti per realizzare l’evento, tra fondi propri, contributi e partnership, come il progetto MEET-FUNGI finanziato da Fondazione Cariplo con Federparchi, ISPRA e enti locali.
Per farci conoscere, utilizziamo principalmente Instagram e il nostro sito web, attraverso cui diffondiamo il programma, le informazioni sulle attività e le modalità di partecipazione.
Che ruolo ha la sostenibilità nel festival?
La sostenibilità è un pilastro fondamentale ed è anche spiegato in un paragrafo del nostro sito chiamato Linee Guida GreenFEST: dalla cucina interna quasi totalmente plant based alla riduzione della plastica quasi azzerata utilizziamo stoviglie riutilizzabili per tutti i pasti, prodotti locali e stand gastronomici orientati alla filiera corta.
Anche per la mobilità abbiamo sedi accessibili con treno, autobus e piste ciclabili, abbiamo anche un gruppo WhatsApp per il car‑pooling. Il programma, le mappe, i menu e le informazioni per i trasporti sono diffusi via newsletter e QR code. La carta viene usata solo quando indispensabile e sempre riciclata. L’obiettivo è proporre un modello di evento a basso impatto, coerente con il messaggio ecologico del festival.
Il MicoCosmo non si è concluso il 6 settembre: rappresenta piuttosto il momento centrale di un percorso che prosegue durante tutto l’anno.
Organizziamo infatti anche incontri più piccoli, workshop pratici e momenti formativi. Eventi come Fa’ la cosa giusta! e ImmaginArti sono esempi di iniziative collegate a questa stessa visione: creare spazi accessibili in cui persone, idee e territori possano incontrarsi.
Il calendario degli eventi collaterali viene aggiornato nel corso dell’anno e comunicato attraverso il sito web e il canale social @mico.cosmo così da mantenere viva la community anche oltre la data del MicoCosmo.
Sostenere iniziative come questa significa investire in un futuro in cui la conoscenza della natura diventa strumento di cura del territorio e delle comunità.