L’edizione 2026 di Bergamo Scienza parla di convergenze

Dal 1° all’11 ottobre, Bergamo ha ospitato la 24ª edizione di BergamoScienza, il festival dedicato alla divulgazione scientifica.

Dieci giorni di convegni, workshop, laboratori e incontri hanno animato la città, accomunati da un obiettivo condiviso, avvicinare il pubblico alla scienza, stimolare la curiosità e promuovere una maggiore consapevolezza dei fenomeni che regolano il nostro pianeta.

Oltre 200 gli appuntamenti gratuiti, compresi spettacoli, concerti e mostre, trentacinque invece le conferenze tenutesi quest’anno su temi come spazio, clima, medicina, neuroscienze e tecnologia. Secondo i dati forniti dagli stessi organizzatori in questa edizione sono state circa 84.000 le presenze dal vivo e oltre 330.000 quelle in streaming. Oltre 4 milioni invece le presenze complessive da quando è nato il Festival.

Per l’edizione 2026, il filo conduttore scelto è stato convergenze, un tema declinato in ambito scientifico come punto d’incontro tra discipline, competenze e prospettive diverse, capaci di dialogare e integrarsi per ampliare la conoscenza e favorire nuove scoperte.

L’umanità si trova ad affrontare sfide complesse, che richiedono un approccio multidisciplinare e una collaborazione sempre più stretta tra scienziati, medici e ricercatori di tutto il mondo. In questo contesto, il dialogo e la condivisione delle conoscenze diventano strumenti fondamentali per integrare competenze diverse e individuare soluzioni comuni.

Tra gli ospiti di maggior prestigio presenti all’edizione 2026 spiccano il Nobel per la Chimica Susumu Kitagawa, l’astrofisica Jocelyn Bell e il fisico Francis Halzen. Tra gli italiani Telmo Pievani, filosofo della scienza, l’astronauta Paolo Nespoli e il fumettista e geologo Leo Ortolani.

Nespoli e Ortolani hanno preso parte all’evento conclusivo C’è spazio per tutti dedicato all’esplorazione spaziale e al ruolo della collaborazione internazionale nella realizzazione e nello sviluppo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS).

Pievani ha invece tenuto una conferenza nell’ambito del ciclo Fuoriclasse della scienza in cattedra per le nuove generazioni, affrontando anche il tema dell’intelligenza artificiale e delle sue molteplici implicazioni. Un argomento complesso, analizzato da diverse prospettive: dai Big Data alle questioni di equità e trasparenza nella scienza dei dati, dal ruolo dei data workers fino al potere delle immagini nell’era dell’IA.

Protagoniste inoltre le scienze della Terra e dell’ambiente, con incontri che hanno spaziato dalla crisi climatica e dalle sue conseguenze sugli ecosistemi al ruolo delle foreste urbane, fino al rapporto tra cambiamento climatico, diritti e giustizia intergenerazionale.

Non sono mancati approfondimenti sui vulcani e sulla difesa dagli asteroidi, insieme a esplorazioni del mondo animale e della biodiversità, tra i segreti dei gorilla, le straordinarie capacità di adattamento degli organismi microscopici e le recenti scoperte paleontologiche che stanno riscrivendo la storia delle Alpi.

È proprio questo dialogo tra discipline e punti di vista diversi a rappresentare lo spirito di BergamoScienza, un festival che, fin dalle sue origini, si propone di avvicinare il pubblico al mondo della ricerca e di rendere la conoscenza scientifica accessibile a tutti.

La prima edizione si è svolta nel 2003, grazie all’iniziativa di un gruppo di cittadini appassionati di scienza. Il grande successo di pubblico portò, appena due anni dopo, alla nascita dell’Associazione BergamoScienza, segnando un passo importante nella crescita e nel consolidamento del festival.

Dal 2015 il festival ha una sua sede fissa presso il BergamoScienceCenter e dallo scorso anno l’associazione è diventata una Fondazione.

Un cambiamento con cui gli organizzatori vogliono dare maggiore stabilità istituzionale al progetto, ma senza tuttavia dover rinunciare ai principi storici con cui è nato il Festival: ovvero gratuità, volontariato, indipendenza culturale e forte coinvolgimento delle scuole. Per gli studenti in questa edizione del festival sono stati svolti oltre 200 eventi gratuiti, di cui 35 conferenze e 88 laboratori. Più di 70 invece le scuole presenti in città.

Al di là dei numeri e dei traguardi raggiunti, BergamoScienza continua a rendere la scienza accessibile e inclusiva, stimolando la curiosità e promuovendo una cultura scientifica aperta a tutti.

Un impegno che si traduce in una particolare attenzione al mondo della scuola e alla formazione dei docenti, perché la divulgazione scientifica possa diventare uno strumento di conoscenza e crescita per le nuove generazioni.