Mentre ci lasciamo alle spalle l’estate più calda della storia e un settembre altrettanto oltre la media stagionale, entriamo nell’autunno 2026 con una domanda urgente. Come riportare la crisi climatica al centro dell’attenzione pubblica e trasformare la consapevolezza in partecipazione e azioni concrete?
La COP 31 di Antalya, prevista per il prossimo novembre avrà almeno il merito di riportare tra le priorità dei media la crisi climatica, di cui oggi non si parla abbastanza. È come se l’aumento dei prezzi dei carburanti fosse una questione ineluttabile. Come se non esistessero alternative all’utilizzo dei combustibili fossili. O come se fosse inevitabile continuare a infrangere record di temperature.
A questi dati ci siamo ormai abituati, come la famosa rana che si trova bene nella pentola.
Che cosa possiamo fare a livello di comunicazione per promuovere una cultura differente, per riportare temi come l’adattamento al cambiamento climatico nelle agende dei governi a livello nazionale e locale? E soprattutto cosa fare per attirare l’attenzione dei media su queste tematiche non solo durante le numerose emergenze quali incendi, alluvioni e altro oggi sempre più frequenti? La comunicazione ambientale ci può aiutare e che tipo di comunicazione?
Queste sono le riflessioni che voglio lasciarvi per questo mese di ottobre, preparatorio a un evento importante in cui le parti si riuniranno per discutere di clima. Sarà anche un mese in cui si dovrà stare in allerta per gestire la coda degli eventi climatici che la calda estate potrebbe portare con sé.
Sono sempre più convinta che oggi la comunicazione debba, quando possibile, uscire dai social e dalla rete. Dobbiamo tornare a promuovere l’attivazione, la partecipazione e l’azione fisica, favorendo l’incontro tra le persone.
È importante farlo su temi come il cambiamento climatico, la circolarità e la perdita di biodiversità. Ma è importante anche per dare speranza.
Una speranza che nasce dalla collettività, dal fare le cose insieme e dal sentirsi parte di un unico progetto, con l’obiettivo di rendere il pianeta un luogo sempre più ospitale e adatto alla vita.
Per farlo, dobbiamo adattarci ai cambiamenti, ma anche individuare nuovi spazi da proteggere e nuove azioni da promuovere nella nostra quotidianità.
Chiudo dunque chiedendo a tutti di informarsi e aderire alla SERR – Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti iscrivendo sul portale Europeo la propria azione come cittadini, associazioni, scuole, pubbliche amministrazioni, aziende. Tutti sono invitati a organizzare progetti e iniziative che permettano alle persone di lavorare insieme e di partecipare al cambiamento che vorremmo con un’azione concreta e collettiva.