Il valore della differenziata in Sicilia tra leggende e comuni virtuosi

Una Sicilia a due velocità sul tema della raccolta differenziata. Una mappa presentata lo scorso Aprile in occasione del Salone dell’Ambiente Progetto Comfort tenutosi alle Ciminiere di Catania, sta facendo registrare, in questi giorni, soddisfazioni e mal di pancia. La mappa dei Comuni Virtuosi nella Raccolta Differenziata, redatta dal Dipartimento Regionale Acqua e Rifiuti traccia infatti una fotografia del settore rifiuti nell’isola che pare sia diventata il cruccio di molti, amministratori locali e giornalisti.

La mappa dei comuni virtuosi

108 Comuni siciliani denominati  ‘virtuosi’ sono stati ritenuti dalla Regione Siciliana meritevoli del bollino verde e del bollino blu. Sono quei comuni in cui la Raccolta differenziata funziona e viaggia a percentuali europee, ovvero oltre il 65% per quelli verdi e oltre il 50% per quelli con il bollino blu. Soglie incoraggianti di differenziata che segnano un percorso virtuoso di piccole e grandi città che fanno da apripista per le altre amministrazioni siciliane e consentono a tutta l’isola di non sprofondare nell’inedia di coloro che credono ancora che la discarica sia la soluzione più agevole.

Col bollino giallo sono state invece fregiate tutte quelle amministrazioni che hanno attivato il porta a porta e che registrano un balzo di percentuali di raccolta differenziata oltre il 50% per almeno due mesi nello scorso anno.

La leggenda

Purtroppo nonostante i vari richiami europei e nazionali, la diffusione del concetto di economia circolare e nonostante lo stesso progresso economico tecnologico e culturale abbia consolidato la prassi del riciclo, per creare nuove materie prime dagli scarti riciclati, in Sicilia la leggenda che “tanto alla fine finisce tutto in discarica” e che  addirittura “fare la differenziata non conviene” alle tasche dei cittadini, è tutt’oggi sostenuta da persone – e taluni giornalisti –  apparentemente poco consapevoli della propria impronta ecologica in quanto  – di certo involontariamente – si ritrovano a difendere l’esistenza delle discariche, ignorando il grave impatto ambientale che causano e che continuano a provocare nella natura.

Fare la Differenziata in Sicilia conviene davvero?

Qualche settimana fa un articolo comparso sul quotidiano “il Giornale di Sicilia”  generalizzava la vicenda rifiuti titolando in prima pagina “La beffa della differenziata”. Nell’articolo sono presentati una decina di piccoli comuni, su 390 comuni siciliani, nei quali la Tari (tassa sui rifiuti), purtroppo nonostante l’avvio della raccolta porta a porta, non sia stata abbassata. Quattro comuni in particolare quali Giardinello (2,315 abitanti), Balestrate (6.435 abitanti), Gibellina 4.035  e Carini 38 751 segnerebbero infatti lievi diminuzioni. Mentre si riportavano gli aumenti per i paesi di Petralia (circa 6000 abitanti), Polizzi (3337 abitanti), Bompietro (1415 abitanti), Alimena (circa 2000) abitanti, San Mauro (1615 abitanti), Alia (3600 abitanti) dovuti proprio ad un maggior esborso dalle casse comunali per l’organizzazione più complessa del servizio di raccolta.

Ad onor di cronaca sembra opportuno invece far conoscere gli esempi in cui la Tari è nei fatti diminuita e che a appaiono ancora più significativi soprattutto se si considera la grandezza del comune. A Marsala, quinta città della Sicilia (83.232 abitanti) negli ultimi due anni la TARI è scesa di quasi il 10% sia per le utenze domestiche che per quelle commerciali. Una persona che vive in un appartamento di 100mq a Marsala paga 183€, a Trapani – comune non virtuoso – invece ne paga 294€, a Brescia ne paga 182€. Il costo medio del servizio raccolta rifiuti di Marsala è di 162€, al di sotto della media nazionale ISPRA (2016) che è di 168€ per abitante.
A Misterbianco, in provincia di Catania  (49.634 abitanti)  grazie alla riduzione del piano finanziario, un cittadino che vive in un appartamento di 100mq ha pagato nel 2017 € 139,60 e nel 2018 pagherà €124,66.
Ad Acireale (52.574 abitanti), che ha introdotto il sistema del porta a porta da poco più di un anno,  nel 2017 è riuscita ad abbattere la Tari del 30% rispetto la tariffa del 2015.
A Belpasso, comune virtuoso che negli ultimi anni ha fatto da apripista in Sicilia con le sue politiche attente all’ambiente e alla Raccolta Differenziata, (28.081 abitanti) il dato si attesta con un meno 16,30%. Ad Acicastello, importante comune a ridosso di Catania (18.674 abitanti) la diminuzione del 2017 è del 16% e si attende nel 2018 un ulteriore -11%.


E ancora a Santa Teresa di Riva (Me) la diminuzione, comunicata dagli uffici comunali è del 25%, nel comune limitrofo di Sant’Alessio Siculo le utenze commerciali sono scese del 9% e le utenze  domestiche del 4%.
Sul fronte palermitano segnaliamo che ad Isola delle Femmine è stato dimezzato il costo del servizio da quando è stata attivata la Raccolta Differenziata. In questo comune il regolamento comunale ha applicato il principio “più differenzi meno Tari” che ha consentito di redistribuire 121.459 euro a 988 utenze che si sono dotate della “card della differenziata”, ciò ha consentito di applicare scaglioni di 50/150/200 euro di sconti alle tariffe del 2017.
Infine c’è da considerare che il 60% dei comuni siciliani ancora non fatturano ai consorzi di filiera i proventi della raccolta differenziata di carta e plastica e metalli e quindi mancano di entrate che gli enti deputati al riciclo non riescono ad elargire.

Danno Erariale

«Chi non fa la raccolta differenziata, provoca ‘un danno erariale per maggiori esborsi per conferimenti in discarica, l’addizionale di legge e minori introiti dovuti ai mancati proventi dei contributi da parte dei consorzi di filiera’. L’avvertimento è scritto a chiare lettere nelle decine di diffide che l’Ufficio Speciale per la Raccolta Differenziata della Regione Siciliana ha inviato ai Comuni con percentuali basse».

Questo il monito che ha scosso gli animi, e le responsabilità, dei sindaci siciliani più riluttanti. Un richiamo inviato dall’ufficio diretto dal dirigente regionale Salvatore Cocina, che oggi è rivolto soprattutto ai grandi comuni Siciliani ed in primis ai capoluoghi di provincia. In quanto sono queste grandi città che affossano le percentuali di raccolta differenziata dell’isola e costringono la Sicilia a viaggiare a due velocità.

Gaetano Russo

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