Intervista a…chi mette in mostra il riuso

Recentemente a Torino c’è stata la prima uscita pubblica del Tavolo del Riuso: gruppo di associazioni e cooperative torinesi nato per fare cultura e diffondere buone pratiche di questa attività ecologica, economica e sociale, che coinvolge figure professionali molto differenti tra loro. Sono tanti infatti i “volti del riuso”. Dal calzolaio al lattoniere, dall’antiquario all’intermediario dei mercatini, dal robivecchi ai centri di riuso fino alle piattaforme on line, sono tutte attività, artigianali e commerciali che lavorano, guadagnano, forniscono servizi, utilizzando roba usata. A mettere in risalto questo variegato mondo ci ha pensato la mostra allestita in occasione dell’evento con le fotografie di Federico Botta e le illustrazioni di Chiara Allione. Envi.info ha raccolto la testimonianza e impressioni dei due professionisti.

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Il riuso viene percepito da una parte della popolazione come qualcosa di marginale, praticato solo da chi si trova in una condizione di povertà. Avete avuto anche voi questa sensazione fotografando i volti del riuso?

Federico Botta: Assolutamente no. Anzi l’opposto, vista la ricchezza di opportunità date da chi pratica il riuso. Da un lato, ad esempio, nel campo del design mi ha sorpreso la consapevolezza di alcune realtà che già operano in un’ottica di economia circolare. Dall’altro, poi, sorprendono le possibilità di rigenerazione degli elettrodomestici che grazie al ricambio di alcune parti possono tornare ad essere utilizzati. Quello che manca, forse, è la comunicazione per far conoscere alle persone cosa fanno queste realtà.

Quali sono gli elementi comuni tra i “volti del riuso” messi in risalto attraverso le fotografie della mostra?

Federico Botta: Sicuramente la passione. Una passione per il proprio lavoro riscontrata in ogni campo tra quelli fotografati: da quelli più scontati come il restauratore o il designer a quelli dove non immaginiresti di sentire la passione che invece è presente. Questa è la cosa più forte che muove e permette di andare avanti superando anche le difficoltà che certi operatori possono incontrare nel loro lavoro.

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È stato difficile trasformare ciò che è stato fotografato in qualcosa di grafico? Quali sono stati gli elementi comunicativi scelti per illustrare il riuso?

Chiara Allione: La mostra racchiude uno spettro di lavori e lavorazioni molto differenti tra loro. Tutti però, come diceva prima Federico, sono accomunati da un ingrediente: la passione. Per questo è stato scelto come elemento comunicativo di un’illustrazione il “cuore assemblato”. Inoltre, le illustrazioni sono state create senza riferirsi ad oggetti (né auto, né sedie, né mobili) ma utilizzando delle forme generiche per comunicare l’ampio spettro dell’uso e riuso.

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​La mostra fotografica, oltre ad essere stata esposta in occasione dell’evento, continua ad essere visibile in qualche modo?​

Chiara Allione: Prossimamente sul sito e sui canali social del Tavolo inizierà il racconto dei “volti del riuso” che permetterà di svelare e far conoscere a tutti i soggetti fotografati per la mostra. Si tratta comunque di un progetto in divenire. La mostra già racchiude una vasta gamma di operatori del settore e sicuramente ci sarà la possibilità di estendere la mostra anche a nuovi “volti del riuso” con una futura esposizione più ampia.

Giuseppe Iasparra

 

©Federico Botta/Chiara Allione for Tavolo del Riuso 2017 – www.federicobotta.com

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