Intervista a Elisabetta Perrotta sulla nuova campagna #No Littering

di Fabio Dellavalle

 

Il littering, ossia l’abbandono di rifiuti in natura, è un problema diffuso soprattutto in estate, ed è indice di un degrado non solo ambientale ma anche, e forse soprattutto, culturale. Il littering, infatti, è un problema di coscienza della relazione con l’ambiente in cui viviamo. Per questo, Assoambiente ha lanciato la campagna #NoLittering, Non abbandonare i rifiuti! Envi.info ha intervistato su questo argomento Elisabetta Perrota, Direttore di FISE, oltre che consigliere nel nuovo direttivo di AICA – Associazione Internazionale per la Comunicazione Ambientale.

Come nasce e a chi è rivola la nuova campagna comunicativa di FISE Assomabiente #NoLittering?

In un periodo dell’anno come l’estate, in cui ci troviamo più spesso all’aperto a contatto con la natura, il fenomeno del littering purtroppo si acutizza. Si calcola che in Europa si producano ogni anno 14 milioni di tonnellate l’anno di rifiuti abbandonati; secondo uno studio del World Economic Forum viene riversata ogni minuto nei mari una quantità pari a quella di quattro camion zeppi di spazzatura; tra i 700.000 e un milione di uccelli marini rimangono ogni anno uccisi per soffocamento o intrappolamento da litter.

Da qui nasce la nostra nuova campagna di comunicazione dedicata al web, che mira a sensibilizzare l’opinione pubblica contro l’abbandono dei rifiuti. Gli aspetti connessi all’informazione e alla formazione sono centrali per ogni ambito e, a maggior ragione, per il nostro comparto. L’utilizzo dei media scelti dall’Associazione, i social network, ci permette di rivolgerci ad un pubblico più ampio generalmente difficile da raggiungere.

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L’associazione non è nuova a iniziative di educazione e sensibilizzazione ambientale. Per esempio, FISE è partner di “Keep Clean and Run #pulisciecorri”, l’eco-trail di Roberto Cavallo contro l’abbandono dei rifiuti. Inoltre, avete promosso un’attività di pulizia straordinaria del territorio nell’ambito del progetto Let’s Clean Up Europe. Qual è il messaggio principale che volete passare ai cittadini?

L’Associazione è da sempre impegnata nella promozione di corretti comportamenti nell’ambito della gestione dei rifiuti; questa attività fra l’altro è peculiare della nostra attività istituzionale. Oltre alle iniziative da lei richiamate vorrei ricordare anche Ecologicamente realizzato con la Walt Disney nel 1999, con il patrocinio del Ministero dell’Istruzione ed il Ministero dell’Ambiente e poi, più recentemente,  l’iniziativa Tutto si trasforma. I rifiuti sotto una nuova luce, rivolta alle scuole elementari e medie, sempre con il patrocinio morale del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

A nostro avviso, la conoscenza e la consapevolezza in campo ambientale sono fattori fondamentali per riuscire a rapportarsi in modo sano e scevro dai tanti preconcetti e luoghi comuni, con l’ambiente in cui tutti noi viviamo.

#nolittering-fise-stagno

Il 2017 è l’Anno internazionale del turismo sostenibile. L’Italia è il Paese con più siti UNESCO al mondo, eppure si trova soltanto all’ottavo posto nella classifica stilata nell’ultimo rapporto del World Economic Forum, “Travel & Tourism Competitiveness Report”. Secondo lei, i rifiuti abbandonati in natura hanno un ruolo in questo senso?

Ogni anno la popolazione nei luoghi di villeggiatura cresce fino a 8 volte rispetto ai residenti, e già questo dato ci mostra quanto sia complessa la gestione dei rifiuti urbani in quelle località, quindi ognuno di noi deve acquisire una maggiore consapevolezza e, dunque, dimostrare fattivamente il proprio senso di responsabilità. Il non brillantissimo ottavo posto assegnato all’Italia nel Rapporto 2017 del World Economic Forum, «Travel & Tourism Competitiveness Report», nonostante le ricchezze paesaggistiche e culturali del nostro Paese, risponde purtroppo alla sua domanda e rende ancora più necessarie iniziative di questo tipo.

#nolittering-fise-spiaggia

AICA sta curando una ricerca in collaborazione con l’Università di Torino per analizzare il fenomeno del littering dal punto di vista psicologico e sociologico. Secondo lei, cosa spinge ancora tante persone a gettare il mozzicone di sigaretta o la gomma da masticare per terra?

Secondo la broken windows theory (teoria delle finestre rotte), che ha radici negli anni ’60 ma fu enunciata nel 1982 sulle pagine di The Atlantic dal sociologo James Q. Wilson e dal criminologo George L. Kelling, se in un quartiere viene rotta una finestra e non viene riparata, è molto probabile che ben presto altre finestre vengano rotte, dando così inizio a una spirale distruttiva. Il littering a mio avviso è una cartina di tornasole del degrado urbano. Per sconfiggere questa spirale negativa anche su mozziconi di sigaretta e rifiuti di piccole dimensioni, su cui recentemente è già intervenuto peraltro anche il Legislatore, occorre partire dal “buon esempio” e dall’informazione.

#nolittering-fise-montagna

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