Compie 10 anni il film sull’uomo che insegnò a volare ai condor

Nel 2007 uscì il documentario Nati per volare di Marco Visalberghi, sulla storia indefinibilmente avvincente dell’Icaro catanese Angelo D’Arrigo: il sogno dell’uomo -quello di volare- fatto persona.

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Icaro catanese

Nato a Catania nel 1961, Angelo D’Arrigo ha consacrato la sua intera vita al volo,  e al sogno di volare proprio come gli uccelli. Angelo aveva le ali sul dorso della schiena. Campione mondiale di volo libero, D’Arrigo è stata un’autentica leggenda nel mondo del volo sportivo: più volte recordman mondiale di traversate internazionali, è stato il primo a raggiungere la vetta dell’Everest in deltaplano e ha sorvolato mari, oceani e deserti.

Ma Angelo non si è accontentato di record e prestazioni. Ce lo ricorda il bel film di Marco Visalberghi “Nati per volare” (2007), un film che non si smetterebbe mai di vedere e di rivedere, per le intensità di coinvolgenti emozioni che sprigiona.

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In viaggio tra le nuvole

Dopo le imprese sportive, ora Angelo vuole emulare il volo del Condor delle Ande scoprendo il segreto che permette loro di risalire nel vento fino a 10.000 metri di altezza. Adotta dunque due giovani condor, nati in cattività in un centro per rapaci in Austria (il Breeding Center di Vienna) e li alleva come un “padre”. Trasmette loro fiducia, li accudisce. Li studia e nel frattempo lavora al perfezionamento di un prototipo di deltaplano che cerca di sfruttare la forma e le prestazioni aerodinamiche proprie dei condor.

Per 18 mesi Marco Visalberghi filma nei dettagli l’incredibile rapporto di imprinting che si stabilisce tra Angelo e il più giovane dei condor, Inca, (l’altro è Maya) a partire dal momento in cui il pulcino è uscito dall’uovo. Angelo insegna a volare ai condor, grazie a un deltaplano, e a procacciarsi così il cibo. Quando saranno autosufficienti ed autonomi,  Angelo D’Arrigo sogna di poterli riportare di persona sulla Cordigliera, liberarli, restituirli al loro infinito cielo andino.

Il racconto di Visalberghi poi arriva ad uno snodo fondamentale, a quel tragico 26 marzo 2006, quando un banale incidente di volo, mentre Angelo D’Arrigo si trovava a bordo di un piccolo aereo come ospite d’onore in una manifestazione a Comiso,  spezza per sempre la sua vita.

 

In volo come un condor

Ma nemmeno la tragedia più cupa distrugge i sogni: la moglie Laura, i figli, gli amici, e Massimo, il suo allievo, si fanno forza e portano a termine l’intendimento di Angelo: tra ogni genere di complicazioni il piccolo gruppo nel luglio 2006 porta i condor in Perù, nella Valle Sacra dell’Urubamba, nelle vicinanze di Cuzco. E li restituisce con attenzione alla loro natura. Era quello che Angelo avrebbe voluto fare, ed è stato quello che si fatto.

Per il regista Marco VisalberghiNati per volare è un film documentario che racconta il sogno di un uomo ossessionato dal desiderio di volare come un condor. Abbiamo evitato di raccontare i suoi primati sportivi ma abbiamo cercato piuttosto di raccontare la persona nel suo straordinario rapporto con i condor Maya e Inca, nella sua ostinazione di scoprire i segreti del loro volo, primo fra tutti l’aerodinamica che permette loro di salire fino a 10.000 metri senza battere le ali”.

Oggi la Fondazione Angelo D’Arrigo si occupa di sostegno umanitario in aiuto ai tanti bambini sfortunati che Angelo aveva incontrato durante i suoi tanti viaggi. La Fondazione nel tempo è riuscita a realizzare la costruzione di una scuola in una zona molto povera del Perù, Paccarectambo ed ha iniziato i lavori per una postazione medica a Mollebaba, sempre in Perù. Angelo continua a battere le sue ali… a volare!

Enzo Lavagnini

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