Sopravvivere al Natale

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di Eleonora Anello

Fino a quando non si disfa l’albero, componente essenziale del Natale, non ci si può considerare fuori dal tunnel delle feste. Tutti gli anni però si ripresenta lo stesso problema: dove andranno a finire tutti gli abeti acquistati? Chi ha scelto un albero artificiale lo ripone in una scatola, chi invece ha optato per un abete vero, se può lo pianta per poterlo riutilizzare l’anno che verrà. E chi non ha spazi aperti a disposizione? Come far sopravvivere gli alberi al Natale?

La questione, sollevata da più parti e puntualmente ripresa da tutti i media, viene affrontata con esiti positivi. Tra le aziende, Ikea si impegna su questo fronte con la campagna di riconsegna dell’albero acquistato presso i propri punti vendita. L’iniziativa premia sia il consumatore che riporta l’alberello, con un buono d’acquisto spendibile all’interno della la catena svedese, sia il WWF a cui, per ogni pezzo ricevuto, Ikea donerà 3 o più euro. L’associazione ambientalista investirà tali fondi negli Appennini centrali, per creare aree naturali in cui l’orso bruno marsicano e gli altri animali possano ripopolare quelle zone. La formula sembra funzionare, tanto che Ikea può dichiarare che negli ultimi sei anni, i clienti hanno restituito più di 90.000 alberi, trasformati in fertilizzante naturale o utilizzati per la produzione di pannelli truciolari.

Anche le aziende municipalizzate che si occupano dello smaltimento dei rifiuti continuano ad attivarsi in questa direzone. L’AMA di Roma, ad esempio, prendendo in prestito il fortunato slogan di IkeaFai un regalo all’ambiente”, con “Non cestinare il tuo albero di Natale: ridonalo alla natura”, aiuta i romani a fare un ulteriore piacere all’ambiente. Dal 7 al 15 gennaio 2011 e per il sesto anno consecutivo, verrà riproposta l’iniziativa promossa in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato, l’Assessorato all’ambiente del Comune e il TGR Lazio, che permette di donare agli abeti natalizi una seconda vita. Portandoli in appositi centri, verranno selezionati gli esemplari in condizioni migliori e tali da essere ripiantati e destinati a iniziative di educazione ambientale. Quelli invece che non supereranno la selezione, saranno trasformati in compost. Visto però che sotto ogni albero ci sono sempre dei regali che spesso sostituiscono vecchi oggetti destinati a essere gettati e che ci si dovrà liberare di incarti e packaging; e considerando che vicino ad ogni albero ci sono sempre grandi tavolate generatrici di avanzi e scarti di preparazione, l’AMA ha diffuso e redatto un decalogo che dà utili consigli per lo smaltimento della grossa mole di rifiuti che le feste portano sempre con loro. Alla guida è stato affiancato un numero verde per ottenere maggiori informazioni.

Perfino i comuni più piccoli si sono mossi. A Rivalta, nell’hinterland torinese, «Gli ecovolontari hanno addobbato quaranta piccoli abeti che verranno piantati a Febbraio – racconta Gabriella Cibin, Presidente Ecovolontari Rivaltesi Onlus – I migliaia di piccoli addobbi sono stati realizzati rigorosamente con materiale di recupero: vasetti di yogurt, palline di stagnola e alluminio, festoncini ricavati da shopper in plastica, minibottiglie da produzione di scarto, stelle in Tetra Pak, tappi colorati, che hanno richiesto oltre un mese di lavoro da parte di dieci volontari. Il coloratissimo risultato, superiore alle aspettative, è stato gradito. Chissà che magari per il 2011 non riusciremo a coinvolgere anche i commercianti…».

Dunque, anche quest’anno l’albero di Natale, uno dei simboli più amati delle festività, è riuscito a essere all’altezza di ogni aspettativa, diventando, in molteplici modi, veicolo di sensibilizzazione al rispetto per l’ambiente.

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