Un riconoscimento speciale


di Eleonora Anello

Con piacere segnaliamo la menzione speciale “Meno rifiuti” conferita a coloro che nel 2008 si sono contraddistinti per un impegno concreto nelle politiche e nelle prassi di prevenzione. I soggetti premiati sono la Provincia di Torino, socio di AICA (Associazione Internazionale per la Comunicazione Ambientale), il Consorzio di Bacino dei Rifiuti dell’Astigiano e GAIA SpA (anch’essa socia di AICA).

Assessore all’Ambiente della Provincia di Torino Roberto Ronco, questo riconoscimento affonda le basi tra le altre cose nei risultati ottenuti durante la scorsa edizione italiana della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, può raccontarci come, e quali sono le progettualità future della vostra amministrazione?
Innanzitutto occorre far diventare la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti un’occasione consolidata di riflessione e di azione per il contenimento dell’impatto dei rifiuti sul consumo di risorse e sul cambiamento climatico: la Provincia di Torino è parte del Comitato Organizzatore della edizione 2009 della Settimana, che si terrà nuovamente a fine novembre. La risposta del nostro territorio lo scorso anno è stata davvero entusiasta, e puntiamo ad aumentare quest’anno l’effetto di sensibilizzazione, mobilitando le energie positive che, abbiamo visto, esistono sul nostro territorio. C’è poi un’azione che è portata avanti direttamente dalla Provincia di Torino, la diffusione dei pannolini lavabili, che dopo la prima sperimentazione è stata estesa a tutti i Comuni della nostra Provincia. Stiamo anche lavorando con l’Ospedale Sant’Anna di Torino per verificare la possibilità di introdurre i pannolini lavabili nei reparti maternità: si tratterebbe della prima esperienza del genere in Italia. Lo stesso sistema provinciale di gestione dei rifiuti urbani sta, direi in modo naturale, consolidando comportamenti di base che consentono insieme risparmi economici e minore produzione di rifiuti: a partire dall’autocompostaggio degli scarti alimentari e in generale del rifiuto organico in tutte quelle realtà di urbanizzazione diffusa (fuori dal contesto metropolitano) dove ciò è possibile. Si tratta, non dimentichiamolo, anche di una lotta contro lo spreco: stanno crescendo le iniziative che consentono di evitare che le eccedenze alimentari (prodotte da mercati generali, grande distribuzione commerciale, mense scolastiche ecc.) diventino rifiuti, intercettandole in un momento nel quale esse sono ancora a tutti gli effetti alimenti che è nostro dovere far utilizzare come tali.

Avv. Massimo Padovani – Presidente del C.B.R.A. (Consorzio di Bacino dei Rifiuti dell’Astigiano), risultati del genere si ottengono attraverso anni di lavoro, quanto conta l’azione di programmazione e la sua efficace attuazione, anche attraverso il coinvolgimento degli utenti finali, per il soggetto che deve soprassedere alla gestione del ciclo integrato dei rifiuti urbani?
E’ evidente che un’efficace programmazione e attuazione che mutui dalle peculiarità del territorio, nonché un pieno coinvolgimento dei cittadini risulta discriminante per riuscire a realizzare questo tipo di obiettivi. Tecnicamente si concretizza attraverso l’adozione (in via definitiva tra fine 2009 e primo semestre 2010) di uno specifico Piano d’Ambito per la Gestione Integrata dei Rifiuti Solidi Urbani, caratterizzata per avere obiettivi di riduzione quantitativi specifici, come previsto dalla Direttiva Comunitaria 2008/98/CE. A tal fine abbiamo attuato una sperimentazione nel corso del 2007 nella Comunità Collinare ValTiglione e dintorni (12 Comuni e circa 12.000 abitanti), che ci ha consentito di validare sul campo la nostra programmazione, raggiungendo nel territorio oggetto di sperimentazione, gli obiettivi prefissati dal Piano d’Ambito e dalla riorganizzazione dei servizi di raccolta: una RD pari al 70% e un procapite ancora più ambizioso: circa 300 kg/ab*g (raggiunto anche attraverso una forte incentivazione del compostaggio domestico – almeno il 50% delle utenze domestiche – e la sperimentazione di alcune forme di prevenzione quali l’utilizzo di pannolini lavabili, l’utilizzo di stoviglie compostabili in occasioni di manifestazioni e fiere locali).

Presidente Mauro Paracchino, con la distribuzione di 15.000 compostiere domestiche GAIA s.p.a. ha raggiunto il 15% delle famiglie astigiane. Qual è l’elemento determinante per coinvolgere e convincere i cittadini a collaborare attivamente su un tema così delicato come i rifiuti?
Per convincere occorre parlare e ragionare insieme ai cittadini con coerenza, costanza e qualche strumento chiaro di compartecipazione. Nell’astigiano l’incentivazione al compostaggio domestico dura da ormai 10 anni (costanza) offriamo gratuitamente la compostiera e in molti comuni si riconosce uno sconto sulla tassa rifiuti che i cittadini pagano a fronte del loro impegno (compartecipazione). Dopo aver distribuito le compostiere abbiamo visitato 200 famiglie scelte a campione per vedere come andava la pratica del compostaggio, se effettivamente la praticavano o se intendevano sospendere l’iniziativa (coerenza). La coerenza e la costanza della proposta sono indispensabili per un settore come il nostro che tocca aspetti della vita quotidiana. Gaia si è dotata di un ufficio comunicazione che studia e attua iniziative per rimanere in costante contatto con i nostri interlocutori. Per dirla alla Jakobson: il canale deve essere aperto per poter comunicare, se non si sa a chi rivolgersi, se si ha la sensazione che dall’altra parte ci sia sempre una persona diversa e le iniziative sono spot del momento (tante volte l’attenzione all’ambiente sembra una moda più che una vera necessità), progetti sulla carta bellissimi diventano asfittici nella loro realizzazione.

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